Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Velletri
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwmqVelletri (mwmgIPA: /velˈlɛːtri/ mwnaVellètricite-ref-9[9]) è un mwoqcomune italiano di mwog53 028 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-5-1[5] della mwpwcittà metropolitana di Roma Capitale nel mwqaLazio.

Il centro storico sorge sulle propaggini meridionali dei mwqgColli Albani, a mwqw332 mslmcite-ref-altitudine-1-1[1]cite-ref-quota-2-1[2]cite-ref-statit-3-1[3]. Inclusomwua – ma solo da alcunicite-ref-10[10]mwvq – nell'area dei mwvgCastelli Romani nonostante la sua lunga tradizione di mwvwlibero comune.

Antichissima città dei mwwqVolsci (mwwgVelester, e mwwwVelitrae in mwxalatino) e già autorevole al tempo di mwxqAnco Marzio, lo storico mwxgDionigi d'Alicarnasso la definisce mwxwἐπιφανής (mwyaepiphanés), mwyq"illustre"cite-ref-11[11]. mwzgSede suburbicaria di Velletri-Segni, è stato teatro di due storiche battaglie: nel 1744cite-ref-vedi-1744-12-0[12] e nel 1849cite-ref-velletri-1849-13-0[13].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Media
Teatro
Cinema
Musica
Cucina
Servizi
Turismo
Strade
Sport
Calcio
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Geografia fisica

«La bellezza del sito e la giocondità del prospetto le recano grande ornamento e decoro. Dal'oriente ella scuopre una lunga e varia catena di monti, mirandosi ancora le cime degli

Appennini

, che s'innalzano dentro il limitrofo

regno di Napoli

. Sopra i

monti Albani

si scorgono

Palestrina

,

Paliano

,

Piglio

,

Serrone

: su quelli

Lepini

,

Cori

,

Sermoneta

,

Norma

,

Rocca Massima

, e alle falde

Giulianello

. Dal mezzogiorno si gode la vista delle vastissime campagne delle

Paludi Pontine

, e a esse si presentano ancora

Cisterna

, e la penisola del

monte Circeo

e l'estesissimo

mare Tirreno

coll'isolette di

Palmarola

,

Ponza

e Sannona, e sulle coste il porto d'

Anzio

,

Nettuno

e Astura. Dall'occidente

Ardea

, e

Civita Lavinia

con amene colline. Finalmente dal settentrione gode il

monte Artemisio

tutto coltivato, colle selve sempre verdeggianti di Faggiola e di

Lariano



Territorio

Il territorio di Velletri si estende a cavallo tra due zone ben distinte: la parte settentrionale è posta sulle propaggini meridionali del sistema dei mwewColli Albani, formatosi geologicamente circa 150.000 anni fa, dopo il collasso della mwfacaldera del mwfqVulcano Laziale; la parte meridionale è invece ai margini dell'mwfgAgro Pontino, la cui mwfwbonifica, iniziata già al tempo di mwgapapa Pio VI, si compì solo con il mwgqfascismo.

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italiacite-ref-14[14], buona parte del territorio veliterno verso valle è composto da terreno di tipo mwhwlps, ovvero da paleosuolicite-ref-15[15]; il resto è in prevalenza composta da suoli di natura mwjalp, mwjqlapilli di vario colore distintamente stratificati con intercalazioni cineritiche, zone talora argillificate, ricchi di minerali femici isolati, e abbondante leucite analcimizzatacite-ref-16[16]. In banchi circoscritti situati a ridosso del centro storico, il suolo è composto da materiale mwkgβmwkw5, classificato come mwlamwlqleucite metallitica di Velletricite-ref-17[17].

• mwnaClassificazione sismica: zona 2 mwnq(sismicità medio-alta)cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]

Idrografia

Il territorio di Velletri raccoglie solo gli scoli di numerose vene d'acqua che originano più a monte e che nel corso dei secoli hanno scavato valloni e calanchi in direzione del mare. Questi corsi d'acqua, la maggior parte dei quali a carattere torrentizio o di piccola portata, prendono il nome di mwqafossi. Sono da menzionare:

• mwqwFosso Minella, ai margini del territorio comunale verso mwraGenzano di Roma, in prossimità della località di Sant'Eurosia. Questo fosso si origina dal Monte Spina (731 mwrqm mwrgs.l.m.), in territorio di mwrwNemi, con il nome di mwsafosso dell'Acqua Lucia. Assume quindi la denominazione di fosso Minella dopo il ponte della Strada Statale 7 Via Appia a 405 m s.l.m., ai piedi di Colle degli Olmi. Parallelo al fosso Minella scorre anche il mwsqfosso delle Tre Armi, che poi si unisce a esso;
• mwswFosso di Sant'Eurosia, originato da Colle degli Olmi e attraversante la località omonima, posta a 238 m s.l.m.;
• mwtqFosso Paganica, parallelo agli altri due fossi sopra descritti, orientato in direzione NE-OS, questo corso d'acqua nasce da vene d'acqua presenti su Colle Caldaro (467 m s.l.m.), in prossimità del chilometro 37 della Strada Statale 7 Via Appia, e su Colle Tondo (596 m s.l.m.);
• mwtwFosso di Ponte Veloce, che nasce da vene d'acqua presenti su Colle Tondo, sul Maschio dell'Artemisio (812 m s.l.m.) e nella selva di Faccialone (615 m s.l.m.). Questo corso d'acqua in prossimità di villa Borgia, superato il centro storico di Velletri, cambia nome in mwuafosso Farina, e subduce al ponte in ferro della mwuqferrovia Roma-Velletri;
• mwuwFosso di Anatolia, originato da Colle Bello (600 m s.l.m.), scorre ai piedi dell'altura su cui sorge il centro storico, fino a confluire nel sunnominato fosso Farina già di Ponte Veloce;
• mwvqFosso del Peschio, originato dallmwvg'mwvwAcqua del Peschio (600 m s.l.m.) sottostante Monte Peschio, scorre verso valle fino al chilometro 0 di via Ariana, da dove poi si disperde nel mwwaVallone la Regina, che scorre tangenziale al centro storico.

Altre sorgenti importanti sono lmwwg'mwwwAcqua de' Ferrari, a quota 650 m s.l.m., sottostante Monte de' Ferrari (886 m s.l.m.) presso il territorio di mwxaRocca di Papa, da cui parte l'acquedotto comunale; le sorgenti mwxqMarcaccio, mwxgTevola e mwxwBocca d'Orto (602 m s.l.m.); lmwya'mwyqAcqua Palomba, che denomina un'intera zona ai confini con mwygLariano; lmwyw'mwzaAcqua Vivula, a 227 m s.l.m. al chilometro 41 della strada statale 7 Via Appia verso mwzqCisterna di Latina.

Orografia

Nel territorio veliterno le quote più elevate sono nella parte settentrionale e in quella orientale, nel sistema dei mw0aColli Albani: si tratta, rispettivamente, del mw0qMonte Artemisio (939 m s.l.m.) e del mw0gMaschio di Lariano (891 m s.l.m.).

Il centro storico ha un'altitudine sostanzialmente uniforme: a parte i 380 m s.l.m. di Via Castello e del colle dei Cappuccini, l'altitudine di piazza Cairoli è 358 m s.l.m., quella di piazza Giuseppe Garibaldi 340 m s.l.m., quella di porta Napoletana 322 m s.l.m. La stazione ferroviaria sorge a 292 m s.l.m. La zona occidentale della città murata è un po' più alta: a San Lorenzo l'altitudine raggiunge i 378 m s.l.m.

Per il resto, il territorio a mezzogiorno e occidente è situato a quote generalmente inferiori ai 300 m s.l.m.

Clima

Secondo la mw1wclassificazione dei climi di Köppen, Velletri rientra nella fascia del “Clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva” (Csa). Dal punto di vista termico le temperature della città differiscono di poco comparate alla sottostante mw2aPianura Pontina rispetto a cui si registrano, generalmente, 1° o 2mw2q °C in meno. In condizioni di alta pressione entrano poi in gioco le innumerevoli inversioni termiche, tipica prerogativa del Lazio. A 25mw2g km dalla costa, Velletri risente ancora dell'influenza mitigatrice del Mar Tirreno. Essa si manifesta attraverso un caratteristico delicato zéfiro, popolarmente chiamato mw2wPonentino dai vicini romani, ossia una mw3abrezza che spira in estate e nelle stagioni intermedie mantenendo le temperature dei pomeriggi estivi su valori accettabili. Nell'ultimo decennio, tuttavia, si nota una maggiore frequenza d'anticiclone africano con temperature massime pari o leggermente superiori a 35mw3q °C in più di un'occasione.

Le stagioni intermedie sono le più gradevoli, con l'autunno più caldo della primavera e temperature costantemente miti. Non sono rari, in primavera, refoli d'inverno con improvvise diminuzioni di temperatura associate a episodi di maltempo. Al pari, in autunno, giornate fresche possono alternarsi a giornate più calde fino a ottobre inoltrato. L'inverno è costituito da periodi tendenzialmente miti, interrotti da rapidi e intensi picchi di freddo senza che si raggiungano, tuttavia, temperature eccessivamente basse. Nelle notti più rigide la temperatura può raggiungere o scendere, in talune occasioni, lievemente sotto lo 0mw3w °C. Generalmente la sensazione di freddo è fortemente acuita dai burrascosi venti da nord-est che accompagnano sovente le irruzioni di aria fredda.

Per quanto riguarda i fenomeni meteorologici Velletri presenta un andamento pluviometrico a cadenza fortemente irregolare. Si alternano periodi siccitosi discretamente lunghi a periodi caratterizzati, al contrario, da precipitazioni frequenti. Quest'ultime si manifestano in ogni stagione e quasi sempre sotto forma di nubifragi, temporali e scariche di grandine. La causa è da attribuire all'orografia. Le correnti perturbate provenienti da sud-ovest, foriere d'umidità, impattano sulla catena dei mw4qColli Albani che abbraccia da nord la città, dando luogo al cosiddetto fenomeno dello stau e originando le classiche piogge orografiche. La siccità estiva, inoltre, può essere interrotta dai temporali di calore estivi pomeridiani benché, negli ultimi anni, sia evidente una notevole diminuzione della frequenza degli stessi.

La media annua precipitativa di Velletri va dai 1000mw4w mm della zona al confine con i comuni di mw5aAprilia e mw5qCisterna di Latina, ai 1400mw5g mm del centro abitato, fino ai 1600mw5w mm dell'area dei mw6aPratoni del Vivaro, al confine con il comune di mw6qRocca di Papa. La nevosità dell'area, invece, segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli nulli o scarsi in pianura (media annuale di 0–5mw6g cm dai 56 ai 400 metri di quota), lievi in collina (5–10mw6w cm dai 400 ai 600 metri di quota), moderati in montagna (10–20mw7a cm dai 600 ai 939 metri di quota). Le nevicate abbondanti al di sotto dei 400 metri di quota sono affidate all'azione di masse d'aria molto fredda e instabile provenienti da nord-ovest (Valle del Rodano). Accumuli superiori ai 10mw7q cm, in tal caso, sono possibili anche in città e in pianura dove però, normalmente, la neve non perdura al suolo a lungo.

Il limite massimo per l'accensione degli impianti di riscaldamento è fissato a dodici ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile, a meno che situazioni climatiche particolari non ne giustifichino l'uso in altri periodi dell'annocite-ref-20[20].

| Velletri Centro [ 21 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Velletri Centro [ 21 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 10,6 | 11,3 | 13,9 | 17,8 | 22,8 | 27,9 | 31,4 | 31,3 | 26,5 | 20,8 | 15,2 | 12,1 | 11,3 | 18,2 | 30,2 | 20,8 | 20,1 |
| T. min. media ( °C ) | 3,8 | 4,0 | 5,7 | 8,4 | 11,7 | 15,3 | 17,9 | 17,9 | 15,4 | 11,8 | 8,2 | 5,4 | 4,4 | 8,6 | 17,0 | 11,8 | 10,5 |
| Precipitazioni ( mm ) | 128,0 | 104,0 | 119,0 | 100,0 | 89,0 | 62,0 | 39,0 | 56,0 | 93,0 | 151,0 | 179,0 | 125,0 | 357,0 | 308,0 | 157,0 | 423,0 | 1 245,0 |
| Umidità relativa media (%) | 74 | 72 | 68 | 68 | 63 | 61 | 60 | 61 | 68 | 73 | 73 | 74 | 73,3 | 66,3 | 60,7 | 71,3 | 67,9 |

• mw-gClassificazione climatica: zona D, 1544 GR/G

Origini del nome

L'etimologia del toponimo "Velletri" è controversa: si discute se abbia origine italica (volsca) o etrusca.cite-ref-22[22]

Secondo i sostenitori dell'origine italica, il toponimo deriva da un antico termine volsco affine al mwaqqlatino mwaqu"velia" (mwaqy"mwaqcpalude") e corrispondente anche al greco mwaqg"ουελια" ("uelia"). Da qui mwaqkVelestrom, quindi luogo paludoso o prossimo a una palude, nome usato probabilmente dai mwaqoVolsci per chiamare l'antica Velletri.cite-ref-23[23]

Secondo i sostenitori dell'origine etrusca, la sillaba mwaraVel- ("luogo") corrisponde alla prima sillaba di altri toponimi di area etrusca: Volterra (etrusco mwareVelathri), Volturno (mwariVelthurne), Vulci (mwarmVelXe) ecc.cite-ref-24[24]

I mwarkRomani in seguito denominarono la stessa città mwaroVelitrae, da cui il mwarsgreco mwarwΟυελιτραι ("Ouelitrai"), mwar0Ουελιτρα ("Ouelitra") o mwar4Βελιτρα ("Belitra")cite-ref-25[25].

Nel Medioevo, vengono attestate almeno sei varianti nel nome di Velletri riscontrate da vari atti ufficiali fino all'XI secolocite-ref-26[26]: appaiono infatti mwasgVelletrum, mwaskVeletrum, mwasoVeletra, mwassVelitrum, Bellitro, mwaswVillitria.

In seguito, fino al XVIII secolo, accanto al toponimo corretto mwas4Velletri sopravvissero forme parallele come mwas8Blitricite-ref-27[27] e mwatqBelitri. La voce vel significa acqua, acque, corso d'acqua, fiume.

Storia

Età antica

«

Questa città fu una delle più cospicue de' Volsci; nulla si sa della sua fondazione; e nella storia appare per la prima volta circa l'anno 130 di Roma, ossia 624 anni l'era volgare ai tempi di Anco Marcio.

»

(Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - Velletri, vol. III p. 440, Roma, 1829.)

Infatti proprio all'epoca del leggendario mwatwAnco Marzio, Roma venne per la prima volta in conflitto con i mwat0Volscicite-ref-28[28]. A causa di alcune violazioni del confine da parte dei Volsci, Anco Marzio si sentì in dovere di entrare mwauimanu militari nel territorio volsco e assediare mwaumVelitrae, che venne a patti con Roma siglando anche un'alleanza. In forza di questa alleanza, la mwauqmwauuGens Octavia, originaria di mwauyVelitrae, al momento del suo trasferimento a Roma all'epoca di mwaucTarquinio Prisco, ottenne immediatamente il riconoscimento della mwaugcittadinanza romana e dei mwaukdiritti politicicite-ref-29[29].

Quando, circa nel 510 a.C., cadde la mwau8monarchia di Roma, la mwavaLega Latina assieme agli mwaveEtruschi di mwaviPorsenna si allearono per rimettere mwavmTarquinio il Superbo sul trono. Anche i mwavqVolsci di mwavuVelitrae parteciparono a questa alleanzacite-ref-30[30], ma quando nella mwavobattaglia del Lago Regillo (499 a.C. o 496 a.C.) i mwavsLatini vennero sbaragliati dai Romani, i Volsci continuarono a essere ostili a mwavwRoma. Nel 494 a.C., infatti, il mwav0Senato inviò il mwav4console mwav8Aulo Verginio Tricosto Celiomontano a sconfiggere i Volsci: si tenne una battaglia campale in prossimità di mwawaVelitrae, al termine della quale i Volsci, sconfitti, fuggirono in città inseguiti dai Romani, che saccheggiarono e conquistarono la città, nella quale fu installata una mwawecolonia romanacite-ref-31[31].

Forse è proprio a questa battaglia a cui fa riferimento mwawcBonaventura Teuli nel suo mwawgTheatro Historico di Velletricite-ref-32[32], quando riferisce:

«(...)

li Corani assieme con li Popoli di Pometia, benché Colonie de' Romani, s'unirono con gli Aurunci, e perciò li Romani, essendo Consoli Agrippa Menenio, e Publio Postumio fecero guerra contro detti Aurunci, e al fine si ridusse a Pometia con vittoria de Romani. Da questo Agrippa Menenio, e per l'istessa speditione si fabricò, e chiamò il Ponte Menenio, hoggi detto Ponte Menello nella via Appia, dove il Tenente Francesco Cinelli ha una delitiosa Villa (...)

»

(Padre Bonaventura Theuli, Theatro Historico di Velletri, p. 34, Velletri 1644 (I ed.).)

Questo mwaw8ponte Menello, anche denominato mwaxaMinelli o mwaxeMiniello in mwaxidialetto velletrano avrebbe dunque servito egregiamente per circa duemilacinquecento anni i velletrani, prima di venire recentemente sostituito da un nuovo viadotto.

Nel 443 a.C. però i coloni romani di mwaxqVelitrae si schierarono insieme ai Volsci contro Roma, attirandosi contro l'ostilità romana sotto forma prima dei tribuni Lucio e Spurio Papirio che, nel 381 a.C., sconfissero veliterni e prenestini in una battaglia campale ai piedi delle mura cittadinecite-ref-33[33], poi nel 379 a.C. di mwaxkMarco Furio Camillo e quindi nel 377 a.C. di mwaxoLucio Quinzio Cincinnato, che espugnò mwaxsVelitrae ancora una volta. Tuttavia, ancora nel 365 a.C. i Romani dovettero assediare mwaxwVelitrae, finché nel 338 a.C. i Romani non presero seri e definitivi provvedimenti contro il perenne ribellismo di Velitrae:

(latino)

«

In Veliternos, ueteres ciues Romanos, quod totiens rebellassent, grauiter saeuitum: et muri deiecti et senatus inde abductus iussique trans Tiberim habitare, ut eius qui cis Tiberim deprehensus esset usque ad mille pondo assium clarigatio esset nec priusquam aere persoluto is qui cepisset extra uincula captum haberet. in agrum senatorum coloni missi, quibus adscriptis speciem antiquae frequentiae Velitrae receperunt.

»

(italiano)

«Contro i Veliterni, antichi cittadini romani, poiché eransi ribellati tante volte fu gravemente infierito: le mura demolite, il Senato tolto di là, ed i senatori ebbero ordine di abitare di là dal Tevere, in guisa che quello che venisse sorpreso di qua dal Tevere fosse sottoposto all'ammenda di 1.000 libre, e che quegli che lo arrestasse avesse il diritto di ritenerlo prigione finché non avesse pagato tal somma. Nelle terre loro furon mandati coloni, i quali mantennero in Velletri l'aspetto dell'antica popolazione.»

(Tito Livio, Ab Urbe condita, lib. VIII v. XIV ; traduzione di Antonio Nibby.)

Con la perdita della libertà politica, mwax8Velitrae iniziò a decadere: priva di mura e isolata dalla grandi vie di comunicazione - la mwayavia Appia allora passava per mwayeLanuvio - venne colonizzata ai sensi della mwayiLex Sempronia di mwaymCaio Sempronio Gracco.

mwayuOttaviano Augusto, nato Caio Ottavio Turino, primo mwayyimperatore di Roma, era di famiglia veliterna da tempo stanziatasi a Roma, la mwaycgens Ottavia già nominata.cite-ref-34[34] Non nacque, quindi, a mwaywVelitrae, ma a Roma. Tuttavia, i veliterni ebbero diversi decenni prima della sua nascita una famosa premonizione della fortuna del bambino che sarebbe nato, premonizione raccontata da Svetonio e immortalata negli affreschi settecenteschi nel Palazzo Comunale:

(latino)

«

Velitris antiquitus tacta de caelo parte muri, responsum est eius oppidi civem quandoque rerum potiturum; qua fiducia Veliterni et tunc statim et postea saepius paene ad exitium sui cum populo Romano belligeraverant; sero tandem documentis apparuit ostentum illud Augusti potentiam portendisse.

»

(italiano)

«Dal tempo remoto in cui un fulmine era caduto su una parte delle mura di

Velitrae

, era stato profetizzato che un giorno un cittadino di quella città si sarebbe impadronito del potere; per questo gli abitanti di

Velitrae

, fiduciosi nella promessa, e allora e in seguito combatterono spesso contro il popolo Romano, fin quasi alla loro rovina. Ben più tardi apparve evidente che il prodigio aveva voluto fare riferimento alla potenza di Augusto.»

(Gaio Svetonio Tranquillo, Vita divi Augusti, v.II.)

Sulle estreme propaggini dei Colli Albani, a 3 chilometri circa a occidente di Velletri, si estendono, sul colle detto San Cesareo, i ruderi di una grande villa romanacite-ref-35[35], ritenuta per tradizione proprietà della famiglia degli Ottavicite-ref-36[36], di origine veliterna. Durante il Medioevo, sui resti di questa antica villa s'impiantò un insediamento cristiano, dedicato a san mwazcCesario di Terracina, attestato proprio da un battistero costruito riutilizzando un ambiente in reticolato e laterizi dotato di un impianto idricocite-ref-37[37].

Medioevo

«

La città siede sopra l'ultimo ripiano di una lacinia che discende dal dorso dell'Artemisio verso oriente: è cinta di mura semidirute de' tempi bassi, che girano circa 3 m.

»

(Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma - Velletri, vol. III p. 463, Roma 1847.)

La prima informazione su Velletri nel Medioevo è datata 465: si tratta delle menzione di un tale Adeodato, vescovo cittadino. Tra il V e il VI secolo la diocesi veliterna andò sempre più acquisendo importanza: nel 592 infatti mwaz8papa Gregorio I accorpò a Velletri la diocesi decaduta di mwaaaTres Tabernae, sulla via Appia. Nello stesso tempo, numerosi pontefici menzionano fondi e beni ecclesiastici situati mwaaein Velitris.

Nel X secolo Velletri cadde verosimilmente sotto la signoria dei mwaamConti di Tuscolo: infatti risulta menzionato, nel 981, un tale Stefano mwaaqdux di mwaauAriccia, Velletri e mwaayTuscolocite-ref-38[38]. Del resto, l'intera area dei Colli Albani e dei Monti Prenestini era dominata dai Conti di Tuscolo, inclusa la rocca di mwaasLariano prossima a Velletri.

Nel 1084 mwaa0Roberto il Guiscardo marciò contro Roma e, transitando per Velletri, incontrò la resistenza degli abitanti, che furono ricompensati per questo dal Papa, nel 1101, con un mwaa4Breve che assegnò amplissimi confini alla Comunità veliterna.

Nel XIII secolo Velletri era amministrata in forma di mwabarepubblica: ci erano il mwabeConsiglio Maggiore, formato dai mwabiconsules, poi rimpiazzati da una consulta di mwabmnovemviri; un mwabqSindaco, con compito di vigilanza; i mwabuConnestabili, con funzioni di guide militari; e un mwabyPodestà per i compiti giudiziaricite-ref-39[39].

mwabwPapa Alessandro IV (1254 - 1261), già vescovo di Velletri, ordinò durante il suo pontificato di portare in Velletri le reliquie dei santi martiri Ponziano ed Eleuterio, conservate da allora nella cripta sottostante la mwab0Cattedrale.

Nel 1268 venne confermata la concordia tra la Comunità di Velletri e la castellania di mwab8Lariano, soggetta alla mwacaCamera Apostolica, ai sensi della qualeAi sensi della concordi... dovettero riconquistare..? Non è chiaro il senso i velletrani dovettero riconquistare il castello occupato in quel periodo da Riccardo Annibaldi.

Nel 1298 mwacipapa Bonifacio VIII, che prima di divenire Papa era forse stato Podestà di Velletri per sei mesi, con tre bolle alienò la città da ogni soggezione al governo provinciale della Marittima e Campagna, rendendo di fatto la città praticamente indipendentecite-ref-40[40].

Nel 1328 l'esercito di mwacgLudovico il Bavaro si accampò a Velletri, prima di entrarvi; ma in seguito alla distruzione di mwackCisterna, i velletrani si rifiutarono di far entrare di nuovo l'imperatore in città.

Nel 1342 Nicola Caetani, signore di mwacsFondi, assediò Velletri per impadronirsene: la città tuttavia resistette valorosamente fino all'arrivo di rinforzi da Roma, anche se, dopo la scacciata del Caetani, le autorità cittadine, per l'aiuto ricevuto, dovettero subire la nomina di un Podestà nominato da Roma. Questo tipo di vassallaggio durò fino al 1374, quando, a seguito di polemiche alimentate dai velletrani, si arrivò a un accordo secondo il quale il Podestà sarebbe stato eletto ogni sei mesi: le prime quattro volte la scelta sarebbe toccata direttamente a Roma, mentre per tutte le altre scelte a venire sarebbe bastata la sol ratifica da parte romana. TuttaviaSarebbe da chiarire il nesso di questo tuttavia con quanto precede i Caetani rinunceranno definitivamente a ogni pretesa su Velletri solo nel 1385.

Nel 1353 venne inaugurata la Torre del Trivio, simbolo della città di Velletri e del suo prestigio: era il 15 aprile, secondo quanto ricordato da una lapide in caratteri gotici apposta su un muro mwac0ad perpetuam rei memoriam.

Nel 1408 mwac8Ladislao I di Napoli, durante il suo tentativo di conquistare lo mwadaStato Pontificio, occupò Velletri che gli aveva resistito. Tuttavia confermò magnanimamente gli mwadeStatuti cittadini e l'indipendenza. mwadiLadislao tornò una seconda volta a Velletri nel 1413.

Nel 1434, durante la lotta contro i mwadqColonna e i mwaduSavelli, mwadyPapa Eugenio IV rase al suolo il castello di mwadcLariano con l'aiuto di 800 soldati velletrani, ragion per cui il territorio della castellania venne concesso alla Comunità di Velletri, rimanendo accorpato a Velletri fino al 1967.

Il 21 agosto 1482, durante la mwadkGuerra del Sale tra mwadopapa Sisto IV e mwadsFerrante d'Aragona, 500 soldati velletrani, fra cui 250 balestrieri considerati tra i migliori militi italiani, combatterono assieme alle truppe pontificie di mwadwRoberto Malatesta nella mwad0battaglia di Campomorto, in una zona paludosa prossima al territorio velletrano, nel comune di mwad4Aprilia. La vittoria arrise ai pontifici, e i velletrani vennero ricompensati per la fedeltà alla mwad8Santa Sede.

Età moderna

«

Nella regione del Lazio fra Cora ed Albano, e delle sue regali vie a man sinistra la Latina e a destra l'Appia, sorge l'antichissima e fedelissima città di Velletri, già capo del Regno dei Volsci, sopra un colle a forma di scudo, che da mezzogiorno scuopre il mar Tirreno, e da Levante, da ponente e da settentrione vien circondata da colline, e piani e da montagne fertilissime.

»

(Giuseppe Bassi, Descrittione della città di Velletri, Roma, 1631.)

Nel 1512 è attestato che Velletri è ancora libera, e che il governo della città è tenuto dai mwaemPriori, sostituti dei mwaeqnovemviri, in numero di nove, eletti ogni sei mesi; da un mwaeuSindaco, eletto ogni anno, e da altre figure come i mwaeyGrascieri, i mwaecMaestri di Strada, il mwaegProcuratore dei Poveri, e altre. Da questi anni si inizia ad avere notizia concreta di Famiglie D'Alta Nobiltà (Tintisona, Mammucari etc.) sebbene gli storici siano certi che esse abitassero in loco già da moltissimo tempo.

Nel novembre 1526 un contingente velletrano inviato da mwaeopapa Clemente VII contribuì a radere al suolo il castello di mwaesMarino, feudo dei mwaewColonna nemici del Papa e alleati della mwae0Spagnacite-ref-41[41]. In seguito a questo fatto, mwafiAscanio Colonna, signore di Marino, dopo il mwafmsacco di Roma del 7 maggio 1527, quando il Papa è recluso in mwafqCastel Sant'Angelo, costringe la Comunità di Velletri mwafuad refectionem, reedificationem et restaurationem terrae Mareni: i velletrani cioè dovranno fornire 15.000 scudi in terreni comunali, oltre a 12.600 scudi con pagamento rateizzato, e più di 6.000 rubbia di calce e 15.000 coppi per la riparazione dei danni compiuticite-ref-42[42]. Inoltre, i mwafolanzichenecchi giungeranno fino a mettere a sacco Velletri.

Dopo questo episodio, si può considerare cessato il periodo dell'indipendenza politica di Velletri: nel 1559 infatti il Papa impose a Velletri il governo anche civile del cardinale vescovo, il primo dei quali fu Giovanni Pietro Carafa, poi papa Paolo IV.

Nel 1589 mwagmpapa Sisto V sciolse il governo civile da quello temporale del vescovo, restituendo libertà al Comune: ma mwagqpapa Gregorio XIV nel 1591 ordinò la riunificazione dei due poteri, sigillando così la fine definitiva del libero comune.

Nel 1744 a Velletri si combatté una battaglia della guerra di successione austriaca tra le truppe austriache del principe Cristiano di Lobkowitz e quelle ispano-napoletane del re Carlo di Borbone. La vittoria arrise a questi ultimi. Nel territorio veliterno rimasero i segni della guerra, oltre che nelle strade scavate dal genio militare napoletano sul monte Artemisio, anche in vari edifici bombardati.

Il 18 febbraio 1798 Velletri proclamò la mwaggrepubblica unitamente ad mwagkAlbano e mwagoFrascati, seguita dopo poco da Marino, a imitazione di Roma che aveva proclamato la mwagsRepubblica Romana.cite-ref-rivfr-43-0[43]

Il 1º febbraio 1832, dopo il ritorno del Papa nello Stato Pontificio, mwaheGregorio XVI istituì la mwahiDelegazione di Velletri con il mwahmmotu proprio mwahqLuminose prove, istituzione riconfermata nel 1850 da mwahuPio IX con l'aggiunta dei territori della mwahyDelegazione di Frosinone. Di fatto, così Velletri era un mwahccapoluogo di provincia.

Nel 1848, durante la mwahkRepubblica Romana, mwahoGiuseppe Garibaldi affrontò mwahsFerdinando II di Borbone in una battaglia campale presso Velletri, ottenendo una clamorosa vittoriacite-ref-velletri-1849-13-1[13]. In seguito mwaiaGaribaldi, rimasto affezionato a Velletri, scriverà alcune parole dedicate alla battaglia ora scolpite su una parete del cascinale su via Ariana che ospitò il quartier generale garibaldino:

«

Qui ebbero stanza alcuni italiani

insofferenti di tirannide

e di menzogne sacerdotali.

Possano le generazioni che seguono

emanciparsi da tali brutture.

»

Per quanto riguarda la comunicazioni, nel 1856 arrivò a Velletri il mwaimtelegrafo e nel 1863 Pio IX inaugurò la mwaiqferrovia Roma-Velletri, la terza linea ferroviaria dello Stato Pontificio e una delle prime in mwaiuItalia. mwaiy(Vedi mwaicFerrovia Roma-Velletri) Questo giovò non poco alla crescita della cittadina, anche dopo il passaggio al mwaigRegno d'Italia nel settembre 1870 e l'accorpamento alla mwaikprovincia di Roma: infatti nel 1885 sorse il primo istituto bancario in senso moderno, la mwaioCassa di Risparmio di Velletri; nel 1882 si tenne a Velletri una mwaisFiera Enologica e in questi stessi anni nasceva la nota mwaiwCantina Sperimentale.

Il terremoto del 1806

Alle 8:36 del 26 agosto 1806 un terremoto di mwai8magnitudo 5,8 della mwajascala Richter (VIII-IX mwajescala Mercalli) colpì i mwajiColli Albani. Si ebbero i massimi effetti nella città di Velletri, epicentro della scossa, dove vi fu una situazione di disastro territoriale con chiese, abitazioni e conventi rasi al suolo. Si tramanda che non si ebbero vittime, come ricordato anche in una lapide esposta nel 2006 nel Palazzo Comunale in occasione del bicentenario dell'evento. Il periodo sismico fu molto breve. Alla scossa principale seguirono alcune repliche il giorno stesso e il giorno 28 agosto. Fu il più violento terremoto prodotto dall'edificio vulcanico dei Colli Albani. Alcuni danni si verificarono anche a mwajmRoma. La scossa venne avvertita in tutto il centro-sud fino a mwajqNapoli, mwajuGrosseto, mwajyTerni e mwajcPescara. Gli abitanti di Roma e dei Colli Albani spaventati, organizzarono messe solenni. Nacque in questo modo a Velletri la Festa della Madonna delle Grazie.

Il XX secolo

Nel 1913 arrivarono a Velletri le mwajoTramvie dei Castelli Romani, che collegavano la cittadina direttamente a Roma e agli altri Castelli Romani e che rimasero in funzione su questa tratta fino al 1953.

Nel 1927 l'OND (mwajwOpera Nazionale Dopolavoro), per volere del regime fascista, istituì la mwaj0Festa dell'Uva e del Vino, che si celebra a ottobre. Nel 1927 viene inaugurato alla presenza del Re il mwaj4Monumento ai Caduti in piazza Giuseppe Garibaldi, è il 4 giugno.

Seconda guerra mondiale

Durante la mwakiseconda guerra mondiale, dopo lo mwakmsbarco anglo-americano ad Anzio (22 gennaio 1944), Velletri fu al centro del conflitto: negli ultimi giorni del maggio 1944, mentre cadevano sia la mwakqlinea Gustav a mwakuCassino che la mwakylinea Hitler a mwakcPontecorvo, i tedeschi crearono una terza linea fortificata, chiamata mwakglinea Caesar, che si estendeva fra mwakkTorvaianica, mwakoLanuvio, Velletri, mwaksArtena e mwakwValmontone. A Velletri era di stanza la I divisione paracadutisti della mwak0mwak4Wehrmacht. Il generale statunitense mwak8Mark Wayne Clark ordinò il 25 maggio un'offensiva contro la mwalalinea Caesar, che tuttavia resistette duramente; sennonché la 36ª divisione di fanteria americana comandata dal general Walker individuò una falla nello schieramento tedesco sul mwaleMonte Artemisio, tra Velletri e Valmontone: così tra il 30 e il 31 maggio 1944 il 142º e il 143º reggimento penetravano attraverso lo schieramento tedesco da Monte Artemisio, mentre il 141º attaccava Velletri per copertura; l'operazione riuscì con successo, e il 1º giugno Velletri cadde, seguita il giorno dopo da Valmontone e il 3 giugno da mwaliLanuvio e dagli altri Castelli Romanicite-ref-44[44].

Il 18 febbraio 1944 tredici cittadini vennero mwalgtrucidati in contrada Pratolungo dai soldati tedeschi, durante una rappresaglia che non risparmiò nemmeno una donna incinta, Artemisia Mammucari. Nel 1994 fu posta una stele a memoria delle vittime a poca distanza dal luogo dell'eccidio, in via di Vecchia Napoli.

Velletri uscì dalla guerra praticamente distrutta: erano stati danneggiati i suoi monumenti più importanti, dalla Torre del Trivio al Palazzo Comunale e a Palazzo Ginnetti, quest'ultimo distrutto e mai più ricostruito; numerose erano state anche le vittime umane, nonostante lo sfollamento ordinato dalle autorità militari tedesche.

La rinascita recente di Velletri è stata tuttavia rapida ed evidente; nonostante lo smembramento nel 1967 sia a livello amministrativo, con la concessione di indipendenza al comune di Lariano, sia a livello religioso, con lo scorporo della Diocesi di Latina e la successiva creazione della mwalwSede suburbicaria di Velletri-Segni, la città si è ripresa ottimamente, con il sorgere di scuole superiori e di centri culturali, della nuova sede del Tribunale e del Battaglione Allievi Sottufficiali dei mwal0Carabinieri, poi mwal4I Reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri e del carcere.

Dal 2000 in poi

Nel 2000 è stata inaugurata la nuova sede della Biblioteca Comunale "Augusto Tersenghi"; nel frattempo, è in corso tutta un'opera di rinascita culturale con l'apertura del Teatro di Terra (1995) e la riapertura del Teatro "mwameUgo Tognazzi", il ripristino del Museo civico archeologico e del Museo diocesano. Nel 2013 è stato riaperto anche il Teatro Artemisio.

Il 14 giugno 2001 è stata presentata dall'onorevole mwammMario Pepe alla mwamqCamera dei deputati una proposta di legge sull'istituzione di una mwamuprovincia dei Castelli Romani con capoluogo proprio Velletricite-ref-45[45].

«I Castelli Romani rappresentano dunque un'area-sistema assolutamente peculiare, di cui fanno parte città notevolmente popolate legate tra loro da millenari legami storici e culturali nonché da un elevato indice di complementarità economica, con particolare riferimento al settore turistico [...] Appare pertanto ormai anacronistica la eccessiva dipendenza dei Castelli Romani [...]»

(Camera dei Deputati - proposta di legge n° 853 XIV Legislatura, pp. 2-3.)

Nella proposta dell'onorevole Pepe, i comuni che sarebbero dovuti entrare nella mwamwprovincia dei Castelli Romani erano mwam0Albano Laziale, mwam4Anzio, mwam8Ardea, Ariccia, mwanaArtena, mwaneCarpineto Romano, mwaniCastel Gandolfo, mwanmCave, mwanqColleferro, mwanuColonna, mwanyGavignano, mwancGenazzano, Genzano di Roma, mwangGrottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, mwankMonte Compatri, mwanoMontelanico, mwansMonte Porzio Catone, mwanwNemi, mwan0Nettuno, mwan4Olevano Romano, mwan8Palestrina, mwaoaPomezia, Rocca di Papa, mwaoeRocca Priora, mwaoiSan Cesareo, mwaomSan Vito Romano, mwaoqSegni, Valmontone, Velletri e mwaouZagarolocite-ref-46[46]. Il capoluogo della provincia istituenda sarebbe stato Velletri, sia a ragione della posizione baricentrica che "del ruolo e dell'importanza strategica di Velletri"cite-ref-47[47]. Le risorse finanziarie assegnate alla provincia, una volta costituita, erano state preventivate in 4.600 milioni di lirecite-ref-48[48].

Simboli

Stemma, gonfalone e bandiera attuali sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 luglio 2002.cite-ref-acs-49-0[49]

Lo stemma veliterno, di antichissima origine, è così descritto ufficialmente:

«

Troncato

: il primo, di rosso, al

castello

d'oro, murato di nero,

merlato alla ghibellina

, munito di tre torri, merlate di quattro, la torre centrale più alta e più larga, finestrata con grande finestra di nero, le torri laterali finestrate dello stesso, il fastigio merlato di nove, esso castello chiuso con tre porte di nero, la centrale più alta e più larga, fondato sulla linea di partizione; il secondo, di argento, ai tre alberi di alloro, sradicati, la chioma di verde, il tronco e le radici al naturale, i tronchi intrecciati alla corda di rosso; il tutto con la

bordatura

di verde, caricata in capo dalle lettere puntate maiuscole, di nero, SPQV; sui fianchi e in punta, dalla scritta, in lettere maiuscole di nero, coricate e con la sommità esterna, EST MIHI LIBERTAS PAPALIS ET IMPERIALIS, in senso orario e con l'inizio a sinistra in alto. Lo scudo è accollato alla

aquila bicipite

, di nero, allumata di rosso, rostrata e armata d’oro, con il volo abbassato, sormontata dalla corona regia, con cinque vette visibili, ornate di perle, sostenenti il

mondo

e la crocetta d'oro, chiusa con velluto di rosso; lo scudo è timbrato dalla corona infilata nei colli dell'aquila, formata dal cerchio d'oro, cordonato ai margini, gemmato, cimato da cinque fioroni visibili, d'oro, sostenuti da punte, dello stesso; sotto lo scudo, due fronde d'alloro e di quercia, di verde, l’alloro con le drupe d'oro e la quercia con le ghiande dello stesso, decussate in punta, legate dal nastro tricolorato dai colori nazionali.

»

I colori cittadini sono l'argento e il rosso.

Lo storico motto cittadino è mwaqgEst mihi libertas papalis et imperialis ("Io ho libertà del Papa e dell'Imperatore"), che testimonia la grande importanza avuta nel Medioevo da Velletri come mwaqklibero comune. La prima parte del motto è mwaqoEst mihi libertas imperialis, perché secondo la tradizione addirittura il generale bizantino mwaqsBelisario, per conto dell'imperatore mwaqwGiustiniano, avrebbe concesso l'autonomia alla Comunità veliterna al tempo della mwaq0Guerra gotica (535-553). La seconda parte, mwaq4Est mihi libertas papalis, si formò quando il Papa dopo la mwaq8Donazione di Sutri (753) ratificò l'indipendenza di Velletri, che durò fra alterne vicende fino al XVI secolo.

Un altro motto cittadino è il più tradizionale SPQV mware(Senatus Populusque Veliternus), versione provinciale del più noto mwariSPQR.

Si tratta in ogni modo di una tradizione molto recente risalente al XVII secolo. Del motto cittadino, infatti, Ascanio Landi non ne parla, mentre Bonaventura Theuli nel suo mwarqTeatro Historico afferma: «Donde habbia havuto principio scritto tanto honorevole, io non l'hò potuto trovare; si tiene però comunemente, c'habbia havuto origine dall'haver de Velletri una Femeglia havuto i suoi natali, la quale è stata seminario de' Pontefici, e d'Imperatori, come se dirà à suo luogo». È solamente Alessandro Borgia a spiegarne l'origine, come riconoscimento da parte di Giustiniano e Narsete, citando però come unica fonte lmwaru'mwaryOpera imperfetta scritta da suo padre Clemente Erminio Borgia! La menzione del più antico stemma veliterno è riportata sempre dal Borgia che parla di un mwarcantichissimo sigillo di metallo trovato frà alcune ruine di Velletri, e conservato già nel museo di Giovanni Paolo Ginnetti, è questa la più antica rappresentazione iconografica che raffigurerà poi lo stemma comunale: un castello con tre torri, non ancora definito come rocca, circondato da alberi da frutto. Sul margine di questo stemma si legge: mwargSignum Communis Veletri, Sit vobis papalis libertas imperialis, motto che verrà poi trasformato in mwarkEst mihi libertas papalis et imperialis che comparirà nelle rappresentazioni dello stemma veliterno a partire dal 1643.

Della scritta SPQ Veliternus ne parla per la prima volta Antonio Mancinelli nel suo commento ai mwarsCarmi di Orazio pubblicato a Venezia nel 1492, lamentandone la distruzione a opera di un mwarwlivore ductus quidam ex Aquapendente oriundus, familiare del cardinale Rotomagense, del quale Mancinelli dice di tacere il nome per non consegnarlo alla storia come era successo a Erostrato distruttore del tempio di Diana Efesina. Il personaggio in questione dovrebbe essere comunque identificabile con Giacomo di Aquasparta, uno dei commissari del cardinale d'Estouteville che nel 1479 stabilirono, con sentenza arbitrale, i confini tra il territorio di Velletri mwar0quod fuit Faiole e il castello di Nemi. Sembrerebbe comunque apparentemente inspiegabile una distruzione basata sull'invidia, da parte di un funzionario pubblico alle dirette dipendenze del cardinale, di un reperto archeologico così importante a meno che l'opera non fosse stata frutto di una volgare imitazione contemporanea. Iacobus de Acquasparta era un personaggio molto noto, forse residente nella stessa città di Velletri, già attivo nella regione almeno dal 1472, essendo stato collettore della vigesima dovuta dagli Ebrei, come testimoniato dalla mwar4descriptio da lui redatta dei fuochi ebraici della regione. C'è poi una coincidenza temporale quanto meno singolare del ritrovamento della lapide veliterna, avvenuta secondo Mancinelli nella già diruta chiesa di Santo Stefano, con quella su cui era incisa la scritta "SPQ Lanivinus". Di quest'ultima Mancinelli era perfettamente a conoscenza poiché era stata riportata da Martino Filetico nel suo commento a Orazio pubblicato solo pochi anni prima. Proprio questa testimonianza epigrafica servì a Mancinelli per rilevare l'errore tra le due città di Lavinio e Lanuvio vulgato nelle stampe precedenti al suo commento sulla mwar8Geographia di Strabone.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


31 ottobre 1968

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesa del Santissimo Salvatore
• Chiesa di San Michele Arcangelo
• Chiesa di San Martino da Tours (XI-XIX secolo)
• Chiesa di Sant'Antonio da Padova
• Ex Chiesa e convento di San Francesco d'Assisi
• Chiesa di San Lorenzo
• Chiesa dei Santissimi Pietro e Bartolomeo
• Chiesa di Santa Chiara d'Assisi
• Chiesa di Santa Teresacite-ref-51[51]
• Chiesa di Sant'Antonio Abatecite-ref-52[52]
• Chiesa di San Crispinocite-ref-53[53]
• Resti della chiesa della SS. Concezione detta della Coroncina
• Chiesa di San Silvestrocite-ref-54[54]
• Chiesa della Madonna della Neve
• Oratorio di Santa Maria del Sangue
• Chiesa della Santissima Trinità
• Chiesa di Sant'Apollonia
• Chiesa di San Giovanni in Plagis
• Chiesa di San Giovanni Battista
• Chiesa di Santa Maria dell'Orto
• Chiesa di Santa Maria degli Angeli
• Chiesa della Santa Croce del Monte Calvariocite-ref-55[55]
• Chiesa di Santo Stefanocite-ref-56[56]
• Chiesa Santa Maria del Carmine
• Chiesa della Madonna del Rosario
• Chiesa Regina Pacis

Architetture civili

• Palazzo Comunale; l'edificazione di una nuova sede per ospitare la sede dei Priori della Comunità di Velletri venne votata dal Consiglio Maggiore con delibera del 12 ottobre 1572. La prima pietra del nuovo edificio, concepito in maniera monumentale, venne posata il 26 gennaio 1575. Gli architetti furono mwaw0Il Vignola e mwaw4Giacomo della Porta. Completato nel 1590, in realtà gli interventi sulla struttura si protrassero fino al 1720. Distrutto nel 1944, il palazzo è stato ricostruito, in seguito al conflitto mondiale, sostanzialmente fedele al progetto originario.
• Palazzo Vecchio o Palazzo dei Conservatori; iniziato nel 1822 come sede della mwaxaDelegazione di Velletri, divenne poi dal 1870 sede degli uffici giudiziari e del Palazzo di Giustizia. Danneggiato nel 1944, l'edificio è stato ricostruito fedelmente al progetto originale.
• Palazzo Ginnetti; costruito dal cardinal Marzio Ginnetti alla metà del XVII secolo, era famoso per la loggia arcata del cortile interno e per il vasto parco. La sua decadenza, iniziata nel 1744 quando vi si stanziarono le truppe napoletane e mwaxiCarlo III di Borbone in margine della mwaxmbattaglia di Velletri, è cessata con la parziale distruzione causata dai bombardamenti anglo-americani del 1944 e la sua seguente totale demolizione nel dopoguerra per far posto a due palazzi moderni. Questione che a distanza di tanti anni ancora provoca nella popolazione amarezza e dubbi. Di esso resta oggi soltanto il parco adibito a giardino pubblico col nome di Villa Ginnetti.
• Palazzo Toruzzi.
• Palazzo Borgia.
• Palazzo Alfonsi.
• Palazzetto Corsini.
• Palazzo Romani.
• Palazzo Filippi.
• Palazzo Vescovile.
• Palazzo De Bonis.
• Convento di San Francesco, dopo l'unità d'Italia mwax0Caserma G. Garibaldi (oggi conosciuto come mwax4Casermaccia).
• Villa Bernabei (restituita alla città nel 2011 e utilizzata dal Comune a scopi culturali).

Architetture militari

Velletri fin dall'età volsca venne cinta di poderose mura, rase tuttavia al suolo nel 338 a.C. per punizione dopo la definitiva conquista romana e la riduzione della città allo mwayystatus di colonia agraria. In età antica, le mura non vennero più ricostruite.

Nel Medioevo, la città venne cinta di poderose mura castellane, nelle quali si aprivano originariamente otto porte: porta Furiacite-ref-57[57], porta del Pontone, porta Santa Martinella (poi inglobata nel Convento del Carmine), Portella, porta Santa Lucia, porta San Giovanni in Plagis, porta Romana e porta Napoletana.

Nel XVI secolo venne riedificata e rafforzata la cerchia muraria, con la chiusura di alcune porte e il mantenimento solo di tre varchi: porta Santa Lucia, porta Napoletana e porta Romana.

mway4mway8Porta Napoletana venne edificata nel 1511 da manovalanze di provenienza lombarda e impressiona per la sua mole e mwazaper la sua vetustà, che colpì tra gli altri mwazeGaetano Moronicite-ref-58[58]. Nel 1596 la mwazyCongregazione del Buon Governo fece scrivere su una parete della porta l'avviso mwazc"Si paga gabella". Questo accesso fortificato non venne smantellato nel corso del XIX secolo né in età successiva, ed è sopravvissuto pressoché incolume fino ai giorni nostri: attualmente ospita la sede locale dell'AIS mwazg(Associazione Italiana Sommelier).

mwazoPorta Romana invece ricostruita in forme monumentali nel 1573 su progetto di mwazsJacopo Barozzi da Vignola, meglio noto come mwazwil Vignola, assieme al bastione vicino. Tuttavia, nel corso dei lavori di ampliamento della mwaz0via Appia, la porta è stata distrutta e in suo luogo venne realizzato prima il mwaz4blocco di porta Romana, un posto di dogana, e poi l'attuale piazza Giuseppe Garibaldi.

Altro

• Monumento ai Caduti; progettato dall'architetto Emanuele Cannigia, venne inaugurato il 2 giugno 1927 al cospetto del re mwa0oVittorio Emanuele III di Savoia. È situato in un angolo di Piazza Giuseppe Garibaldi.
• Monumento a mwa0wUrbano VIII; edificato nel XVII secolo al centro delle due fontane di Piazza Cairoli, già mwa00piazza del Trivio o mwa04piazza Grande o "dammonte", era una statua in mwa08bronzo raffigurante papa Urbano VIII: venne abbattuto nel 1798 durante la Repubblica Romana del periodo napoleonicocite-ref-rivfr-43-1[43].

Numerose sono le fontane pubbliche a Velletri, alcune delle quali monumentali. Sono servite tutte dallmwa1u'mwa1ymwa1cacquedotto comunale, realizzato nel XVII secolo dall'ingegnere mwa1gGiovanni Fontana, che parte dalle selve della Faiola presso Monte Artemisio seguendo un tracciato tortuoso e un percorso ingegnoso. L'acquedotto, distrutto nell'ultimo tratto durante i fatti bellici del 1744cite-ref-vedi-1744-12-1[12], venne riattivato dall'ingegner Girolamo Romani con lavori eseguiti tra il 1842 e il 1845cite-ref-59[59].

Tra le fontane vanno menzionate:

• Fontana di piazza Giuseppe Garibaldi; venne realizzata al termine del lavori per l'acquedotto del Simbrivio e si trova al centro della piazza;cite-ref-60[60]
• Fontana monumentale di Piazza Cairoli; edificata nel 1622 con progetto dell'mwa2karchitetto Giovanni Battista Rainaldi e manodopera dello scalpellino Pasquale Desideri. Andava a sostituirsi ad un'altra fontana, posta dal lato opposto, iniziata nel 1618 per il progetto dell'architetto Massimiliano Bruni e mai compiuta, tanto che venne rasa al suolo;
• Fontana monumentale di piazza Giuseppe Mazzini; realizzata nel 1612 su un progetto dell'architetto Massimiliano Bruni e con la manodopera di Angelo Pellegrini. Interventi sostanziosi vi vennero fatti dal punto di vista architettonico nel 1623, da parte di Giovanni Battista Rainaldi, nel 1684, e nel 1755 da parte dell'architetto Nicola Giansimoni. La fontana, in mwa2stravertino, raffigura scene mitologiche;
• Fontana di Piazza Caduti sul Lavoro; realizzata anch'essa nel XVII secolo, prendeva originariamente nome di mwa20fonte di San Giacomo.

Siti archeologici

Dell'antica mwa3aVelitrae, città dei Volsci e poi colonia romana, restano diversi reperti, raccolti parte in sito nel mwa3eMuseo Civico Archeologico e nel mwa3iMuseo Diocesano, parte in vari musei italiani ed esteri.

In mwa3qetà romana esistevano a mwa3uVelitrae templi pagani dedicati ad mwa3yApollo, mwa3cErcole, mwa3gMartecite-ref-61[61]. Il mwa30Nibby ipotizzacite-ref-62[62] anche la presenza di una mwa4ibasilica civile, attestata da un brandello di iscrizione murata in una casa sull'attuale piazza Caduti del Lavoro. È stata attestata l'esistenza in mwa4mVelitrae di un mwa4qanfiteatro romano, la cui presenza oltre che in un'iscrizione rinvenuta nel 1565 è provata da una curva nel tessuto viario nell'area adiacente al Palazzo Comunale.

Nel 1784, nell'ambito di lavori nella chiesa delle SS. Stimmate di San Francesco, venne rinvenuta scavando la nota mwa4ylamina bronzea di Velletri, di fabbricazione volsca, e sedici lastre di rivestimento, di provenienza etrusca, appartenenti a un tempio etrusco-italico del mwa4cVI secolo a.C. Tutto il materiale è conservato al mwa4gMuseo Nazionale Archeologico di mwa4kNapoli.

Fuori dall'abitato, nelle campagne in località San Cesareo è stato identificato il sito della mwa4sVilla degli Ottavi, residenza sub-urbana della mwa4wgens Ottavia e di Ottaviano Augusto, nonché unica mwa40villa romana del territorio veliterno che sia stata sottoposta a scavi metodici in occasione del bimillenario augusteo. Nel 1930 l'archeologo Giuseppe Lugli mise in luce un mwa44battistero cristiano ricavato da un ambiente termale con condutture d'acqua e resti di un monastero medioevale.

Della grandiosa villa, costruita su tre terrazzamenti in tre diversi periodi (repubblicano, imperiale e cristiano), non rimane alcuna traccia mentre è ancora in buone condizioni la cisterna di età repubblicana. Infatti la zona, nonostante il vincolo, è stata lottizzata per cui la cisterna è oggi inglobata in un’abitazione privata e non accessibile. Particolarità di questa mwa5acisterna di età repubblicana a tre navate della dimensione di 15,05 × 13,20, sono i pilastri che sostengono archi ogivali a sesto molto acuto, unico esempio conosciuto della loro utilizzazione nel mondo romano.

L'ultima testimonianza della decorazione della villa era un mwa5imosaico sul quale è stato collocato un palo dell'mwa5mEnel. L'area, lottizzata, appartiene a privati.

Un'altra mwa5ucisterna romana esiste in località Capanna Murata e prende nome di mwa5yCisterna di Centocolonne poiché sorretta da trentadue pilastri, disposti su quattro file. Situata lungo il tracciato dell’Appia antica, fino al 1982 sembrava isolata nella campagna e non se ne capiva la funzione. Quell’anno (nonostante il vincolo archeologico apposto sull’area) il terreno su cui è ubicata è stato oggetto di uno sbanco edilizio che, oltre a sfondare la volta della monumentale costruzione, ha messo in luce resti di una villa, solo in parte interessata dal successivo sondaggio di scavo promosso dalla Soprintendenza.

Ancora una cisterna romana, delle dimensioni di 25,80 × 11,60 m, è stata trovata in località Civitana, su un terrazzo artificiale di dimensioni 120 × 120 m, a ridosso dell'antica via Appia.

Aree naturali

La principale area verde urbana è il Giardino Comunale di via Orti Ginnetti, la cui superficie era anticamente occupata appunto dagli mwa5sOrti Ginnetti, complesso verde dal grande fascino annesso all'omonimo Palazzo (Villa Ginnetti). Vi sono altre aree verdi: i Giardini di Santa Maria dell'Orto, recentemente ristrutturati, appena in periferia sulla provinciale per Nettuno, sono muniti di una pista di pattinaggio, fontane e un bar. Il Parco Muratori, uno dei polmoni verdi più significativi della città, è da poco stato riaperto al pubblico con la realizzazione di un Camelieto al suo interno. All'interno del Parco Muratori si tengono iniziative culturali e il Velletri Summer Sport. Ville minori sono quella del Ponte Rosso, quella di viale Marconi, anch'essa munita di una pista di pattinaggio pubblica, e quella di via Metabo, non lontana dalla cattedrale di S. Clemente.

Elenco principali aree verdi di Velletri:

• Parco di Villa Ginnetti: villa storica della città di Velletri, era l'antico giardino del distrutto Palazzo Ginnetti. L'imponente edificio della famiglia Ginnetti, che dominava l'antistante Piazza Cairoli ed era arricchito al retro dall'enorme giardino, è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale. È rimasta soltanto l'area verde, impreziosita dal cancello monumentale della villa stessa. Ristrutturata nel 2008 è punto d'incontro dei giovani e luogo di eventi culturali, oltre a essere museo a cielo aperto con l'esposizione di alcuni ruderi della persa villa a cavallo tra le aree verdi. Centro pulsante di eventi cittadini di prim'ordine quali la festa dell'uva e quella delle Camelie, è dotata di una vasta area pianeggiante per concerti e iniziative.
• Parco Muratori: secondo parco cittadino per estensione, si trova immerso nel centro urbano periferico e dispone di un largo parcheggio. A pochi metri è situato il distaccamento dell'Università della Tuscia di Viterbo. Anch'esso ristrutturato nel 2008, è stato dotato di una grossa area coperta al centro del parco dove hanno luogo iniziative culturali.
• Giardini Comunali di via Metabo: situati in vicinanza della Basilica di San Clemente, sono abituale ritrovo di bambini e famiglie dell'area Sud del centro cittadino. Arredati con fontane, panchine, aiuole e giochi per bambini rappresentano un'area preziosa
• Giardinetti di Piazza Martiri di Pratolungo: in posizione strategica tra il corso della Repubblica e le vie interne, sono corredati da una fontana e da aiuole con panchine. Recentemente costruiti (negli anni duemila) sono punto di ritrovo abituale per molte famiglie che decidono di passare in pieno centro le proprie giornate.
• Parco Santa Maria dell'Orto: in posizione periferica rispetto agli altri parchi cittadini, annovera una delle più antiche fonti di acqua pubblica di Velletri. Utilizzato per feste e aperto al pubblico quotidianamente, dispone di un bar, una pista di pattinaggio pubblica e di servizi igienici. Teatro delle iniziative annuali del "Velletri blues", eventi musicali che richiamano pubblico da tutti i Castelli Romani.
• Giardini Comunali del Ponte Rosso: in posizione sottostante alla via Appia, sono uno dei polmoni verdi più suggestivi della città. Da qualche anno sede dello Skate Park, rappresentano un ritrovo per i giovani del luogo e per i residenti della zona Nord di Velletri.
• Villa di Viale Marconi (ex villa romana): costruita sulle rovine della vecchia villa romana che si vocifera sia appartenuta a Ottaviano Augusto, il giardino di Viale Marconi è una delle aree verdi più imponenti della città. A due passi dalla stazione ferroviaria di Velletri nei mesi estivi ospita il "Marconi Village", appuntamento fisso dell'estate veliterna con stand e musica nell'arco di tempo da luglio a settembre. Dotata di una pista di pattinaggio pubblica.
• Giardinetti di Piazzale Donatori del Sangue (o Belvedere)
• Villa Comunale di Piazza Garibaldi (con busto di Giuseppe Garibaldi): area verde a inizio corso della Repubblica, tristemente famosa per il busto in bronzo di Giuseppe Garibaldi trafugato da ignoti. Nel 2010 è stato ri-installato il monumento all'eroe dei due mondi, e la villa è stata oggetto di restyling con l'installazione di nuovi arredi urbani.
• Monumento ai Caduti: situato in posizione sopraelevata, è chiuso al pubblico e visibile soltanto dall'esterno. È dotato di giardini ornamentali che fanno da contorno alle incisioni dei nomi dei caduti durante la seconda guerra mondiale. Annualmente, in occasione dell'anniversario del bombardamento su Velletri del 22 gennaio 1944, avvengono le celebrazioni di autorità e superstiti per commemorare i caduti.
• Giardini del Centro Culturale Amministrativo (zona 167): costruiti insieme al Centro Culturale Amministrativo, volgarmente detto "Ciammellone", sono dotati di panchine e aree verdi che abbracciano l'area della zona 167 e del quartiere S. Biagio.

Società

Evoluzione demografica

| Evoluzione storica della popolazione | Evoluzione storica della popolazione |
|---|---|
| 1827 | 9 744 [ 63 ] |
| 1832 | 12 395 [ 64 ] |
| 1853 | 14 474 [ 65 ] |
| 1961 | 38 571 [ 66 ] |
| 1982 | 41 273 [ 67 ] |
| 1985 | 41 801 [ 67 ] |
| 1991 | 43 476 [ 67 ] |
| 1995 | 45 533 [ 68 ] |
| 2001 | 48 236 [ 69 ] |
| 2005 | 50 324 [ 70 ] |
| 2006 | 50 699 [ 71 ] |
| 2007 | 51 021 [ 72 ] |
| 2010 | 53 447 [ 67 ] |

Abitanti censiticite-ref-73[73]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 i residenti stranieri erano 5.207, ovvero il 9,81% della popolazione.cite-ref-74[74]

Lingue e dialetti

«

Cent'anni pozza campà chi dice da 'i a magnà, nun pozza campà 'n ora chi dice che n'è ora

»

(Proverbio in dialetto velletrano, Proverbi e modi di dire, su Tuttovelletri (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2003).)

Il dialetto più diffuso è il veliterno detto anche velletrano, tipico esempio di mwbccdialetto mediano, questo dialetto è influenzato minormente dal mwbcgromanesco, ma è un dialetto del gruppo mwbcklaziale centro-settentrionale, avendo molte stesure, vocaboli ed elementi della sintassi in comune con le altre parlate delle province di Frosinone e Latina. Importante pilastro del velletrano sono state la mwbcomwbcsPoesie in dialetto velletrano di mwbcwGiovanni Battista Iachini (1884), prima espressione letteraria del dialetto locale, seguiti da altre opere simili, fra le quali ricordiamo le mwbc0Poesie e canti in dialetto velletrano del professor Antonio Venditti (1979) e mwbc4Velletri mia di Lucia Mammucari (1988). Il "velletrano", vera e propria lingua con sue regole grammaticali ben precise, poco comprensibile a chi non lo parla abitualmente, ha molti vocaboli di origine spagnola, francese e latina. Tipica è la sostituzione dell'articolo il con mwbc8"o".

Religione

Nella mwbdmStatistica dello Stato Pontificio del 1853 risultavano 5 ebrei residenti a Velletri.

A Velletri è presente una chiesa evangelica pentecostale ADI, un centro dell'Opera per le Chiese Evangeliche Metodiste d'Italia (OPCEMI) chiamato Ecumene e un piccolo centro islamico. Il 24 ottobre 2004 a Velletri si è tenuta la IV Assemblea Nazionale delle Chiesa Evangeliche Italiane.

Tradizioni e folclore

• mwbdgFesta patronale di mwbdkSan Clemente; ricorre il 23 novembre.
• mwbdsFesta patronale di mwbdwSanta Maria delle Grazie.
• mwbd4La Pasquella; si tiene il 5 gennaio: Si tratta di un canto augurale portato dalle diverse squadre di pasquellari alle famiglie veliterne, un augurio che copre la famiglia da quel momento all'avvento della pasqua.cite-ref-75[75]
• mwbeqPalio delle Decarcie.cite-ref-76[76]

Istituzioni, enti e associazioni

Velletri è, assieme a Lariano, parte del distretto H5 (che proprio in città ha sede) dell'ASL RMH. Lmwbfc'mwbfgOspedale Civile "Paolo Colombo" è la locale struttura sanitaria pubblica.

Sono presenti una struttura sanitaria privata, la mwbfoCasa di Cura Madonna delle Grazie, con 175 posti letto e una mwbfsresidenza sanitaria assistenziale accreditata, la casa di cura mwbfwIl Pignetocite-ref-77[77] con 40 posti residenziali. Il mwbgeSan Raffaele nota un tempo come mwbgiClinica Madonna della Letizia, anch'essa accreditata come residenza sanitaria assistenziale, dotata di pronto soccorso e 402 posti letto non è più operativacite-ref-78[78].

Hanno inoltre sede nel comune: la mwbggScuola allievi marescialli e brigadieri carabinieri, il mwbgkTribunale e il carcere di massima sicurezza.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La principale biblioteca pubblica di Velletri è la mwbhiBiblioteca comunale Augusto Tersenghi, istituzione di antica fondazione che raccoglie diversi fondi librari radunati da privati fin dal XVIII secolo ed è parte integrante del SBCR (mwbhmmwbhqSistema bibliotecario dei Castelli Romani).

Scuole

Scuole primarie

Le prime scuole per l'infanzia hanno a Velletri radici molto antiche. Un mwbhkIstituto dei fratelli delle scuole cristiane venne fondato nel 1836, e sciolto nel 1850 per mancanza di strutture; un mwbhoConservatorio di zitelle per l'educazione della fanciulle esisteva fin dal 1690, affiancato poi a partire dal 1695 da un istituto di mwbhsSuore Orsoline: le due istituzioni si fusero nel 1713 e perdurarono fin al 1870; le mwbhwMaestre Pie Venerini aprirono la loro casa a Velletri il 3 maggio 1744.

Nel 1874 venne aperta una scuola elementare di tirocinio annessa alla Reale Scuola Normale.

«

Velletri si distingue anche nel pubblico insegnamento, sì per l'istruzione e educazione della gioventù, sì per l'emulazione nelle scienze, come ancora negli istituti benefici e caritatevoli a vantaggio dei bisognosi.

»

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 238, Venezia, 1851.)

Nell'anno scolastico 1999-2000, mwbia10 090 ragazzi frequentavano scuole di ogni ordine e grado nel territorio di Velletri.cite-ref-sistan-79-0[79]

Scuole superiori

Un Collegio della mwbikCompagnia di Gesù venne fondato a Velletri con la bolla di mwbiopapa Pio IX mwbisQuod Divina Sapientia del 7 aprile 1851.

• Una Reale Scuola Normale fu istituita a Velletri con Regio Decreto del 23 settembre 1872, e concepita come istituto magistrale per adempiere alla mwbi4necessità di meglio provvedere alla formazione di buoni insegnanti per le scuole elementari maschili e femminili in provincia di Romacite-ref-80[80]. Nel 1891 la scuola venne intitolata a Clemente Cardinali (1789-1839), archeologo e intellettuale velletrano. Stabilita la sede in prossimità della chiesa di San Lorenzo, nell'ex-convento dei mwbjmPP. Francescani, la scuola venne dotata di una scuola elementare di tirocinio, di un Convitto, di un Osservatorio Sismico nel cortile, più un gabinetto di fisica, uno di scienze naturali, una biblioteca, e un museo scolastico. La scuola, tramutata in seguito in Istituto Magistrale e dedicata a Dante Falconicite-ref-81[81], è stata nel 1999 accorpata allmwbjg'mwbjkIstituto di Istruzione Superiore "Mancinelli-Falconi", e gradualmente sostituita dagli indirizzi di liceo socio-psicopedagogico e liceo di scienze sociali.

• L'Istituto di Istruzione Superiore "Antonio Mancinelli-Dante Falconi" è frutto dell'unione tra varie istituzioni scolastiche, e offre i corsi di mwbjwliceo classico, liceo linguistico, mwbj0liceo socio-psicopedagogico e liceo delle scienze sociali. Il liceo ha una succursale a Velletri Centro.
• Dal 1990 ha aperto i battenti il Liceo Scientifico Statale "Ascanio Landi", con il corso di mwbj8liceo scientifico, liceo Scientifico Informatico e Liceo Scientifico Linguistico. Il liceo ha una succursale presso un'altra scuola veliterna.
• Lmwbke'Istituto Tecnico Industriale Statale "mwbkiGiancarlo Vallauri" è un mwbkmistituto tecnico nato nel 1960 come succursale dellmwbkq'Istituto "mwbkuEnrico Fermi" di Roma: divenuto autonomo nel 1968. Offre i corsi di Istituto Tecnico e Liceo Scientifico Tecnologico.
• Lmwbkc'Istituto Tecnico Commerciale Professionale Statale "mwbkgCesare Battisti" è nato negli mwbkkanni cinquanta del XX secolo.
• Lmwbks'Istituto di Istruzione Superiore "mwbkwJuana Romani" è una scuola con principale indirizzo artistico.
• Velletri è inoltre sede dell'Istituto Agrario nel quale alloggia anche la sede dell'Istituto per Geometri, sede distaccata è invece l'istituto di Ragioneria.
• L'"Enrico Fermi", è invece un istituto tecnico commerciale e liceo privato con scuole serali.
• L'" I.P.S.S.A.R Ugo Tognazzi" è invece un istituto alberghiero.

Università

Lmwbli'Università di Velletri consisteva in una teorica istituzione concessa da secoli in favore della mwblmSede suburbicaria di Ostia, dal 1150 unita alla mwblqDiocesi di Velletri: Pertanto, visto lo spopolamento di mwbluOstia, il diritto all'università venne spostato a Velletri, presso il mwblyseminario, dove fin dal 1817 si tenevano corsi umanistici che terminavano con la laureacite-ref-autogenerato3-82-0[82].

Agli inizi del XX secolo scoppiò un'ardua lotta tra mwblwMarino e Velletri per ospitare la sede distaccata della mwbl0Facoltà di Agraria dell'mwbl4Università "La Sapienza" di mwbl8Roma; la lotta venne infine spuntata da Velletri, con grande delusione dei marinesicite-ref-83[83]. La sede, tuttavia, venne in seguito chiusa.

A Velletri ha sede la mwbmuFacoltà di Agraria dell'mwbmyUniversità della Tuscia di mwbmcViterbo con le specializzazioni in Viticoltura, Enologia, Tecniche alimentari.

Sempre a livello universitario, in città ha sede l'Università della Terza Età, aperta a tutti gli over 65. È una delle sedi del polo laziale insieme a quelle di Roma, Frosinone, Ariccia e Cassino.

Musei

• mwbmwMuseo civico archeologico Oreste Nardini; il Museo, riaperto da alcuni anni dopo una serie di restauri e interventi sulla struttura, accoglie alcune opere considerevoli, come il famoso mwbm0sarcofago di Velletri o mwbm4Sarcofago delle Fatiche di Ercole. Fin dal XVII secolo umanisti e prelati si cimentarono nel raccogliere antichità che affioravano nel territorio di Velletri, dando vita così al mwbm8mwbnaMuseo Borgiano, alla mwbneCollezione Ginnetti, al mwbniMuseo Diocesano, che in buona parte sono poi confluite nel Museo Civico Archeologico inaugurato nel 1920 dall'ingegner Oreste Nardini, Regio Ispettore ai Monumenti e Scavi di Velletri. I reperti che poi comporranno il Museo furono visti anche da mwbnmJohann Wolfgang von Goethe, il quale ne decantò la bellezza nel suo libro mwbnqItalienische Reise mwbnu(Viaggio in Italia). Buona parte delle opere più pregevoli, come la mwbnyPallade di Velletri conservata al mwbncLouvre di mwbngParigi, sono lontane da Velletri.

Il museo si suddivide in due itinerari:

mwbnwmwbn0mwbn4Itinerario archeologico; racchiude il cuore della collezione, con il mwbn8Sarcofago delle Fatiche di Ercole, risalente al II secolo e rinvenuto nel 1955, la mwboaLastra dell'Orante, del IV secolo, e le mwboeTerrecotte Volsche, rinvenute nel 1910. Altri reperti vennero rinvenuti nel 1881, mentre nel 1980 venne alla luce un mwboisarcofago romano; mwbommwboqItinerario di Geopaleontologia e Preistoria dei Colli Albani; aperto nel 2005, è un interessante viaggio nella mwboupreistoria dei Colli Albani, suddiviso in cinque sezioni: mwboymwbocmwbogmwbokmwbooGeologia; uno scenografico "condotto di fuoco" conduce il visitatore in un ambiente che riproduce un'eruzione vulcanica; mwbosmwbowPaleontologia; vengono esposti reperti fossili e viene spiegata la fossilizzazione; mwbo0mwbo4Antropologia; viene analizzato lo sviluppo de primi uomini; mwbo8Preistoria; tramite ricostruzioni fedeli, viene riproposto lo sviluppo dell'uomo prima della mwbpascoperta del fuoco; mwbpemwbpiProtostoria; viene analizzata la vita dell'uomo prima della scrittura.

• mwbpuMuseo Diocesano; a Velletri, nel chiostro della Cattedrale, ha sede il Museo Diocesano. Raccoglie opere d'Arte di inestimabile valore, importanti soprattutto per la loro unicità. Tra queste la mwbpyCrux Veliterna, prezioso reliquiario dell'XI-XII secolo in oro filigranato e smalti; opere di mwbpcGentile da Fabriano, mwbpgBicci di Lorenzo, mwbpkAntoniazzo Romano, Giovan Battista Rositi, Francesco da Siena, Giuliano Finelli e Sebastiano Conca, nonché paramenti e arredi liturgici. La mwbpoCrux Veliterna o mwbpsCroce Veliterna è una stauroteca in oro (cioè una croce contenente la reliquia di un frammento della Santa Croce), in filigrana, pietre preziose e smalti cloisonné posta su un piede di argento e bronzo dorati. Sul lato frontale vediamo un frammento di mwbpwenkolpion raffigurante Cristo Crocifisso, mentre nel verso lmwbp0'mwbp4Agnus Dei è circondato dai simboli antropomorfi degli Evangelisti. La Croce, che racchiude un frammento della vera Croce, venne donata da mwbp8Federico II di Svevia al mwbqapapa Alessandro IV che la donò, a sua volta alla Cattedrale veliterna. L'analisi stilistica permette di supporre che la sua realizzazione sia avvenuta in ambito palermitano nella prima metà del XII secolo. La mwbqeMadonna con Bambino di mwbqiGentile da Fabriano è l'unica opera rimasta dell'artista fra quelle realizzate durante il suo periodo romano (settembre 1426-settembre 1427) essendo andati perduti gli affreschi di San Giovanni in Laterano. Di mwbqmSebastiano Conca è la mwbqqMadonna del Rosario con i Santi Domenico, Caterina da Siena e Giovanni Battista. La tela è opera del famoso pittore nato a mwbquGaeta, ma formatosi a mwbqyNapoli alla scuola del Solimena e operoso a Roma nella prima metà del Settecento. Il dipinto venne realizzato su commissione della famiglia veliterna Fiscari e posto nella Cappella del Rosario della Cattedrale per ordine del cardinale Tommaso Ruffo vescovo di Velletri. Il dipinto benché risponda a delle istanze prettamente devozionali, è di grande levatura pittorica e costituisce uno dei pezzi più importanti della collezione del Museo. Il Museo è privo di barriere architettoniche. Inoltre è presente una Sala Mostre dove si tengono esposizioni temporanee.
• Museo delle Religioni (via Ettore Novelli);
• Museo di Geopaleontologia e preistoria dei Colli Albani;cite-ref-84[84]
• Casa museo Ugo Tognazzi;cite-ref-85[85]
• Museo Luigi Magni e Lucia Mirisolacite-ref-86[86]
• Ecomuseo della terra amenacite-ref-87[87]

Media

Stampa

Il primo giornale stabile pubblicato a Velletri è stato il mwbseBullettino di Velletri e del Lazio, risalente al 1870. In seguito, è stato il turno de: mwbsiIl Censore (1878-1879), mwbsmLa Falce, quindicinale pubblicato a Velletri e mwbsqFrosinone tra il 1881 e il 1886, mwbsuL'Avvenire del Lazio, quotidiano di mwbsyAlbano, mwbscFrascati e Velletri uscito tra il 1881 e il 1888, mwbsgIl Nuovo Censore, settimanale edito tra il 1882 e il 1915, mwbskLa Gazzetta di Velletri (1884), mwbsoCamicia Rossa (a frequenza irregolare tra il 1884 e il 1887), mwbssLa Sfinge Volsca, mensile di mwbswenigmistica pubblicato nel decennio 1890-1900, mwbs0La Favilla (1897-1913), mwbs4L'incubo (1905-1907), mwbs8In Alto! (1908), mwbtaAbbattiamo per riedificare, quindicinale socialista del mwbteLazio edito tra il 1908 e il 1909, il settimanale mwbtiLa Democrazia (1910-1911), mwbtmIl Fargo (1912), mwbtqLo studente (1913), mwbtuIl lavoratore (1913-1914), mwbtyVelester (1929-1930), mwbtcL'Araldo (1961), mwbtgLa Torre" (fondato nel 1969 e tornato in edicola nel 2020), "Velletri Oggi" (pubblicazioni sospese nel 2018), "Informa Oggi" (pubblicazioni sospese nel 2020), Eolomwbtk (1999-2001), Millelucimwbto (pubblicazioni sospese nel 2012), Il Cittadinomwbts (pubblicazioni sospese nel 2016), L'Artemisiomwbtw (settimanale, nelle edicole dal 2001). Proprio a Velletri, nel 2011, è stato fondato il quotidiano telematico, dal 2016 anche cartaceo, Castelli Notiziemwbt0cite-ref-88[88]. Dal 2013 è operativo il quotidiano on line Velletri Life Giornalemwbui, che riprende in veste telematica e giornaliera il vecchio mensile cartaceo edito negli anni Duemila.

Radio

Dal 1976 è stata attiva la rete radiofonica Radio Delta Velletri Stereo sulla frequenza 103,3mwbuu MHz, che ha cessato di trasmettere il 31 ottobre 2015. Un'altra stazione, chiamata Radio Mania, emittente radiofonica veliterna che trasmette sulla frequenza 100,7mwbuy MHz dal 1995.

Teatro

Durante tutto il Medioevo e poi nel mwbukRinascimento, a Velletri era operativo un teatro all'aperto chiamato mwbuoTeatro della Passione, dalle rappresentazioni della mwbusPassione di Gesù Cristo che vi si tenevano a mwbuwPasqua. Il Teatro venne raso al suolo nel 1765 perché la Confraternita del Gonfalone di San Giovanni mwbu0in Plagis, proprietaria del luogo, vi eresse un granaio.

(latino)

«

Vetustissimum Hoc V. Confraternitatis S. Iohannis in Plagis Teatrum In Foro S. Iacobi Nuncupato Contra Orientem Ad Publice Representanda Dominicae Passionys Mysteria Constructum in Horreum Aere Proprio Conf.

Convertita.

»

(italiano)

«Questo antichissimo teatro della Venerabile Arciconfraternita di San Giovanni

in Plagis

nella piazza chiamata di San Giacomo verso oriente costruito per le pubbliche rappresentazione dei Misteri della Passione del Signore adibito ad area di granaio di proprietà della Confraternita.»

(Avanzi del Teatro della Passione, xilografia 70x150, da La Patria, 1894.)

Tuttavia, le rappresentazioni teatrali pubbliche vennero spostate nella cornice del Palazzo Comunale.

Nel 1850 il Moronicite-ref-89[89] afferma che si stava costruendo un Teatro Comunale, iniziato nel 1835 e ai suoi tempi ancora incompiuto. Sempre il Moroni afferma che era stata appena fondata una mwbvuSocietà accademica Filodrammatica che si esibiva nel teatro privato di palazzo Graziosi, ricostruito appositamente da Giuseppe Graziosi.

Molte compagnie teatrali conosciute a Velletri sono:

• Compagnia Anim'Azione Velletrana di Sandro Natalizi
• Compagnia Teatrale 'A Matticella
• Compagnia Già e non ancora
• Gruppo 'o Stazzo
• Compagnia Teatrale Aquerò

Nel 2009 ha invece chiuso il più piccolo mwbv4Teatro della Neve, situato in vicolo della Neve e salito alla ribalta della cronaca per gli spettacoli comici tra cui quello del napoletano mwbv8Peppe Barra.

Cinema

Velletri ha una ben radicata tradizione cinematografica. Oltre ad alcuni studi di produzione installati in città agli inizi del XX secolo, è sempre esistita in città almeno una sala cinematografica.

Proprio agli inizi del Novecento, in città nacquero gli stabilimenti cinematografici mwbwmHelios Film. Il primo film uscito da questi stabilimenti è stato del 1911, col titolo mwbwqL'Inferno, basato sull'inferno dantesco: film muto, in mwbwubianco e nero, della durata di 15', è stato girato interamente nelle campagne di Velletri e presso il mwbwylago di Giulianello, sotto mwbwcCori. Recentemente è stato rinvenuto nella Filmoteca Vaticana e presentato restaurato nel mwbwgI festival del cinema dei Castelli Romani a mwbwkCiampino. La mwbwoHelios perse per questo film una causa con la mwbwsMilano Films, autrice di un altro mwbwwInferno praticamente coevo di questo, che viene considerato il primo mwbw0lungometraggio della storia del mwbw4cinema italiano.

Una commedia cinematografica del 1974 tratta di un ipotetico mwbxamwbxeFra' Tazio da Velletri, per la regia di Romano Gastaldi (con nome d'arte Romano Scandariato) e la partecipazione di mwbxiRemo Capitani, mwbxmGlauco Onorato, Christa Linder, Margaret Rose Keil.

Musica

Velletri fin dal XIX secolo ospita un mwbxyConcerto Filarmonico cittadino, che originariamente aveva sede presso alcuni locali nel Palazzo Comunale.

Tuttavia, numerosi sono i velletrani divenuti famosi per meriti musicali: il primo è Giovanni di Cola, fondatore della cappella musicale della mwbxgCattedrale di San Clemente; poi vanno menzionati Ruggero Giovannelli (1560-1622), il quale succedette a mwbxkGiovanni Pierluigi da Palestrina nella guida della cappella musicale del mwbxoVaticano; e Mariano Astolfi (1790-1859), maestro della cappella musicale della mwbxsBasilica di San Lorenzo in Damaso.

Agli inizi del XIX secolo era attiva a Velletri la mwbx0Banda Musicale del Garofano Rosso, in seguito scioltasi. Nel XIX secolo risultano tra i direttori: Filippo Angelini (dal 1868 al 1885), Giovanni Battista Checcucci (dal 1886 al 1888), Agoardo Bernabei (dal 1891 al 1902)cite-ref-90[90].

Nel 1988 viene fondato il Coro Ruggero Giovannelli che svolge attività di divulgazione del canto corale sul territorio. Si è esibito fino a oggi in più di 300 concerti, di cui oltre cento nella Capitale, presso sedi prestigiose come l'Arena di Verona col M° Ennio Morricone, l'Altare della Patria in Roma, i Campi Flegrei di Napoli, il Palazzo dei Congressi di Parigi, etc. Il suo repertorio spazia dalla polifonia con l'Ensemble R. Giovannelli, al grande repertorio sinfonico-corale e all'opera. Nel 2012 è stato invitato dall'amministrazione comunale a inaugurare la riapertura del Teatro Artemisio con i Carmina Burana di C. Orff.

Protagonista dal 2006cite-ref-91[91] degli eventi cittadini è la mwbywBanda Comunale "Città di Velletri", sempre presente in occasione di pubbliche cerimonie.

Cucina

La cucina velletrana è fortemente influenzata sia dalla cucina romana che da quella laziale in genere, e i piatti principali sono: il mwby8carciofo mwbzaalla matticellacite-ref-92[92]; le mwbzufettuccine mwbzyal bastone, gli mwbzcgnocchi mwbzgalla velletrana, la zuppa di mwbzkcavoli con mwbzobaccalà, la mwbzspanzanella mwbzwalla velletrana, i polli in mwbz0porchetta, la zuppa di mwbz4fagioli con cotiche. Il tutto è accompagnato da vino locale, istituito a mwbz8Denominazione di Origine Controllata nel 1972, distinguibile in varie categorie, dal mwbaaVelletri bianco al mwbaeVelletri rosso riserva.

Geografia antropica

Urbanistica

«

Moltissime sono le città, che col volger de' secoli hanno in tutto, e almeno in parte cambiato l'antico sito; non però Velletri, che sempre dalla sua antichissima origine ha occupato i medesimo colli su cui tuttora esiste.

»

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 213-214.)

Il sito dell'abitato Velletri è sempre stato lo stesso fin dall'età dei Volsci e poi dei Romani: variava però probabilmente l'estensione dell'area popolata: in età romana infatti si pensa che l'area della mwbbiCattedrale di San Clemente fosse occupata da un tempio rustico al dio Marte. Nel Medioevo, la città iniziò ad ascendere e l'area abitata a crescere dentro le nuove fortificazioni, che avvolgevano per un perimetro di tre miglia l'intera altura tra il mwbbmfosso di Anatolia e il mwbbqVallone della Regina.

La strada principale era ed è corso della Repubblica, che segue il tracciato della via Appia dentro le mura, da porta Romana a porta Napoletana. Lo sviluppo quindi ha seguito la sua direttrice, riempiendo la parte orientale della città murata e tralasciando fino al XIX secolo le zone occidentali.

Con la crescita del secondo dopoguerra, Velletri si è espansa sia in direzione sud, lungo la Strada Statale 7 Via Appia, ma anche e soprattutto verso oriente, in parallelo a via Ariana, con i nuovi quartieri attorno alla Tangenziale e al nuovo Tribunale.

Suddivisioni storiche

Decarcie

Velletri fin dal periodo medioevale è stata suddivisa in cinque mwbbodecarcìe (singolare mwbbsdecarcìa), zone equivalenti ai rioni. L'origine del nome decarcia è plausibilmente legata al greco mwbbwδεκα (mwbb0deka, "dieci") e mwbb4αρχια (mwbb8arkia, "potere"), quindi "potere dei dieci"cite-ref-93[93].

Le decarcie sono in numero di sei:

• Decarcia mwbccPortella.
• Decarcia mwbckCollicello.
• Decarcia mwbcsSanta Maria.
• Decarcia mwbc0Castello.
• Decarcia mwbc8Santa Lucia.
• Decarcia mwbdeSan Salvatore.

L'Associazione "Palio delle Decarcie Nicola Ferri" si è occupata dell'organizzazione del Palio fino alla cessazione della sua attività. Nel 2012 l'Associazione "Sbandieratori e Musici di Velletri" riceve l'incarico dall'Amministrazione comunale unitamente al Gruppo Equestre di Velletri.

Contrade

La nuova toponomastica comunale estesa a tutto il territorio comunale, ha sostituito nei documenti ufficiali la dicitura di mwbducontrada ma nella cultura popolare, dopo secoli di uso, esse sono ancora ben radicate a indicare le aree rurali del territorio velletrano: le contrade di Velletri sono più di cento. Potrebbero essere paragonate alle frazioni o alle località di alcuni comuni, ma si trovano in un paesaggio di campagna e distaccato dal centro. Le contrade fanno da cornice al centro cittadino e sono sparse per tutto il territorio comunale. In molte di esse non vi è alcun servizio, mentre in altre vi sono supermercati, centri sportivi, vivai, scuole elementari. I nomi sono dovuti ad antiche leggende o a soprannomi dei vari colli sulle quali sorgono. Quasi tutte sono servite dalle autolinee comunali. Sono in genere composte da una strada principale che prende il nome dalla contrada in cui si trova e da numerose viuzze secondarie spesso senza uscita. Nelle contrade vi sono numerosi villini. Esse sono 90:

• Acqua Lucia
• Acqua Palomba
• Acquavivola
• Arcioni
• Aria Fina
• Campetto Macellari
• Capanna Murata
• Capitancelli
• Carbonara
• Carciano
• Casale
• Castel Ginnetti
• Castagnoli
• Ceppeta
• Cigliolo
• Cinque Archi
• Colle Barberetti
• Colle Calcagno
• Colle Caldara
• Colle Catalini
• Colle Cicerchia
• Colle dei Marmi
• Colle d'Oro
• Colle Formica
• Colle Gallinelli
• Colle Giorgi
• Colle Ionci
• Colle Noce
• Colle Ospedale
• Colle Ottone

• Colle Perino
• Colle Petrone
• Colle Piombo
• Colle Pipino
• Colle Rosso
• Colle Salvia
• Colle San Clemente
• Colle San Francesco
• Colle San Giovanni
• Colle Santa Maria
• Colle Scarano
• Colle Stringa
• Colle Zioni
• Colonnella
• Comune
• Crocefissi
• Faiola
• Fienili
• Fiume
• Fossatello
• Giannettola
• La Chiusa
• La Parata
• La Pilara
• Lazzaria
• Le Corti
• Le Fornaci
• Le Mole
• Lupacchiotti
• Madonna degli Angeli

• Malatesta
• Mercatora
• Monaci
• Morice
• Muracce
• Paganico
• Papazzano
• Peschio
• Piazza di Mario
• Poggi d'Oro
• Ponte di Mele
• Pozzetti
• Prato di Maggio
• Pratolungo
• Pratone
• Ponte Massorano
• Pratolungo
• Retarola
• Rioli
• Sant'Eurosia
• San Pietro
• Santirecchia
• Santo Tomao
• Selvanova
• Soleluna
• Spirito Santo
• Tevola
• Troncavia
• Ulica
• Vascucce

Economia

Agricoltura

«

L'industria della massa del popolo veliterno è la coltivazione delle vigne e de' campi, il che forma tutta la ricchezza della città.

»

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 253.)

Il settore primario a Velletri si basa prevalentemente sulla produzione di mwbdsvino e sul commercio dei prodotti della circostante mwbdwregione agricola. Nel 1851 la produzione vinicola del territorio si aggirava sulle 14.000 botti, smerciate soprattutto a Romacite-ref-autogenerato2-94-0[94].

Nel territorio di Velletri e in quello adiacente di Lariano si producono i seguenti vini mwbeiDOC:

• mwbeumwbeyVelletri bianco
• mwbesmwbewVelletri rosso

Alla fine dell'Ottocento, a Velletri venne aperta una mwbfeCantina Sperimentale, grazie all'impegno del deputato veliterno Menotti Garibaldi, che rappresentò un punto importante per lo sviluppo della città, che oggi ospita la facoltà di Agraria dell'mwbfiUniversità della Tuscia.

Industria

«

Sembrami non esagerare asserendo, che nelle due provincie di Marittima e Campagna non vi è città o terra più popolata, più conoda, più abbondante e più commerciante di Velletri.

»

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 253.)

Nel XIX secolo l'industria veliterna consisteva in una mwbfyricca ed eccellente fabbrica di mwbfccera, una fabbrica di mwbfgsapone, cinque speziarie, alcuni droghieri e mercanti di panni, nove mulini da mwbfkolio, e un opificio a vapore per il mwbfograno.

Il settore industriale è piuttosto vivace e l'area industriale e artigianale si concentra lungo la via Appia Nuova, principale arteria di collegamento con le grandi industrie dell'mwbfwAgro Pontino. L'effettiva zona industriale però si trova in Contrada Lazzaria, sede del carcere e della discarica comunale, e consta di svariati impianti al confine con la provincia di Latina. Tra le attività artigianali più diffuse e rinomate vi sono l'arte della mwbf0ceramica e della mwbf4terracotta.cite-ref-aci-95-0[95]

Servizi

Esistevano durante lo Stato Pontificio a Velletri due mwbgumonti frumentari, enti benefici verso i bisognosi: uno era il mwbgyMonte dell'Abbondanza o mwbgcAnnona, chiuso al tempo di mwbggpapa Pio VII, l'altro era il mwbgkMonte di Pietà "Ginnasia Gregna", istituito da Caterina Ginnasi nel 1639, nipote del cardinale vescovo mwbgoDomenico Ginnasi (1630-1639), e beneficiato dal cavalier Nicola Gregna nel 1797. Il mwbgsMonte di Pietà cessò la sua attività nel 1940. Un mwbgwMonte di Pietà era già stato instaurato a Velletri intorno al 1470, a opera di Giovanni Mancinelli allora uno dei Signore Nove che governavano la città. Fu il primo Monte non derivato dalla predicazione Francescana e uno dei primi a nascere fuori dalla zona umbro-marchigiana.

Nel 1885 nacque la prima banca velletrana, la mwbg4Cassa di Risparmio di Velletri; nel 1895 venne invece costituita la mwbg8Banca Cooperativa Commerciale-Agricola di Velletri, e nel 1903 la mwbhaBanca Cooperativa Pio X.

Velletri è sede della mwbhiBanca Popolare del Lazio, una società cooperativa per azioni che ha filiali in tutta la regione.

Fin da tempo immemorabile si celebra la fiera in occasione della festa patronale di mwbhqsan Clemente, che nel XIX secolo durava dal 23 novembre al 2 dicembre; anticamente, si celebravano anche altre due fiere: una dal 15 al 23 agosto e una dal primo lunedì di maggio a dieci giorni a venirecite-ref-autogenerato2-94-1[94].

Mentre in tempi antichi il giorno di mercato franco era il mwbhosabatocite-ref-autogenerato2-94-2[94], il mercato settimanale si tiene di mwbh8giovedì nel quartiere San Biagio. Il mercato dell'usato è invece situato, sempre di giovedì, nell'area adiacente al Parco Muratori.

L'11 maggio 2003 è stato inaugurato il nuovo mwbieMercato Ortofrutticolo di Velletri, dotato di 44 banchi su un'area di 1.800 mmwbii2. È costato 950.000 euro con i contributi della mwbimprovincia di Roma e del comune di Velletricite-ref-96[96].

Turismo

Velletri era una delle tappe del mwbioGran Tour d'Italia: tappa obbligata tra Roma e Napoli, inoltre attirava molti viaggiatori per le ricchezze delle sue collezioni museali e per le sue bellezze naturalistiche e architettoniche. Nel 2011 Velletri è stata la città capolinea della prima tappa del Giro Internazionale Femminile di Ciclismo: la tornata ciclistica è stata vinta da Marianne Vos, che avrebbe poi collezionato il maggior numero di maglie rosa nel tour 2011.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Velletri è storicamente interessata dal tracciato di strade importanti: fin dall'età romana infatti, per mwbjiVelitrae venne fatta passare la via Appia. In età medioevale, Velletri fu punto di arrivo di vari percorsi che da Roma conducevano a Napoli, alternativi alla via Appia impraticabile nel tratto pontino. mwbjmPapa Pio VI tra il 1789 e il 1791 bonificò il tracciato della via Appia, chiamata così anche mwbjqvia consolare Pia, realizzando il tracciato seguito dalla Strada Statale 7 Via Appia tra Genzano di Roma e Velletri, in antico chiamato mwbju"stradello dei Genzanesi".

Le principali arterie che attraversano il territorio veliterno sono la Strada Statale 7 Via Appia e la mwbjcStrada statale 217 Via dei Laghicite-ref-97[97], che si incontrano poco prima di entrare nel centro storico di Velletri, che è circondato da una mwbjwtangenziale. Importante è anche la Strada Provinciale 304 Via Ariana, che conduce da Velletri a Lariano e dunque alla mwbj0via Casilina, e la Strada Provinciale per mwbj4Anzio e mwbj8Nettuno.

Velletri è servita dalle autolinee mwbkeCOTRAL con una mwbkiAutostazione davanti alla stazione.

Ferrovie

La mwbkklinea ferroviaria a Velletri giunse nel 1863, quando mwbkopapa Pio IX in persona inaugurò la mwbksferrovia Roma-Velletri, terza linea ferroviaria dello Stato Pontificio (dopo la Roma-Frascati e la mwbkwRoma-Civitavecchia). Venne per l'occasione pubblicata una medaglia commemorativa, sul cui retro compare il monumentale ponte in ferro che attraversa il vallone del mwbk0fosso di Anatolia, simbolo della modernità della città. In seguito la linea venne prolungata dalla mwbk4stazione di Velletri fino a mwbk8Colleferro, sulla mwblaferrovia Velletri-Segni, un tratto poi dismesso.

Il mwblitram venne portato a Velletri dalla mwblmSTEFER il 12 aprile 1913, con l'apertura del tronco delle mwblqtranvie dei Castelli Romani proveniente da Genzano, che già era collegata all'intercastellare mwbluAlbano-Marino-Frascati, a mwblyLanuvio e alla direttrice Appia per Roma. L'ultima corsa sulla linea Genzano-Velletri venne effettuata dalla mwblcSTEFER il 4 giugno 1954.

Amministrazione

Gemellaggi

Da oltre sessant'anni Velletri è gemellata concite-ref-98[98]:

• mwbmyPuteaux
• mwbmkMödling
• mwbm8Zemun
• mwbniKőszeg
• mwbnuVsetín

Sport

Atletica leggera

• mwbnoASD Atletica Velletri.cite-ref-atl-99-0[99]
• mwboaGiovanni Scavo Velletri.cite-ref-atl-99-1[99]
• mwboyAmatori Top Runners Castelli Romani.cite-ref-atl-99-2[99]

Calcio

La VJS Velletri, società fondata nel 1955, con colori sociali rosso-nero giunse fino alla Serie D nel 1978, arrivando negli anni successivi, ripetutamente a un passo dalla promozione in serie C. Milita nel 2024-25 nel Campionato di Promozione.

Altra formazione veliterna è la "SPQV Velletri Calcio" nata nel 2020 dalla fusione delle 4 principali società di calcio a Velletri, nella stagione 2024-25 partecipa al campionato di Prima Categoria.

Ci sono anche due società di livello minore: il Rayo velletrano che milita in seconda categoria e lo Sparta Velletri che milita in terza categoria.

Sono presenti anche quattro società sportive di calcio a 5

mwbpiCalcio a 5

• A.S.D. Technology C5, fondata nel 2018, vanta due promozioni di fila. Vincitrice del campionato Serie D nel 2018/2019 e 3' classificata nel campionato Serie C2 nel 2019/2020. Nella stagione 2023-24 ha vinto il campionato di Serie B, nella stagione 2024-25 giocherà in mwbpuSerie A2
• Atletico Velletri che milita nel campionato di mwbpcSerie C2
• FC Blaugrana milita nel campionato di mwbpkSerie C2
• Olympia Velletri che milita in mwbpsSerie D

Pallacanestro

• mwbp8Virtus Velletri che, nel campionato 2019-2020, milita nel campionato maschile di mwbqaSerie C Silver.cite-ref-fip-it-100-0[100]
• mwbqyA.S. Velester che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di mwbqcPromozione.cite-ref-fip-it-100-1[100]

Pallanuoto

A Velletri ha sede l'F&D H2O Velletri, squadra di pallanuoto femminile militante in Serie A1.

Per quanto riguarda la pallanuoto maschile ha sede l’Aquademia A.S.D. La prima squadra maschile milita in serie B.

Pallavolo

• mwbrmASD Pallavolo Velletri, fondata nel 1963, che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di mwbrqSerie C.cite-ref-101[101]

Tennistavolo

Il tennistavolo a Velletri esiste fin dagli anni ’70. L’attuale mwbrsASD Vigor Velletri è stata fondata nel 1990, anno in cui è partita dalla Serie D. Dagli anni 2000 la prima squadra ha militato fra la C1 e la C2. Nellastagion e 2024/2025 la formazione principale parteciperà al campionato di Serie C2.cite-ref-102[102]

Impianti sportivi

Lo mwbsiStadio Comunale Giovanni Scavo, con una capienza di posti a sedere per mwbsm3 028 spettatori (m 109x68), è uno stadio in erba dove si differenziano due diverse tribune ed è intitolato al veliterno Giovanni Scavo, ex campione italiano di atletica leggera del 1957 degli 800 metri e staffetta 4 x 400. Lo stadio si trova in Piazzale Giovanni Vincenzo Savo (ex campione italiano professionisti dei pesi mosca di pugilato negli anni 1930-1931).

Lo Stadio Comunale B è invece un campo di minori dimensioni (m 105x60) munito di una sola tribuna con capienza di circa 500 persone, dove giocano le altre squadre che rappresentano Velletri e che militano in categorie inferiori.

Il palazzetto dello Sport invece è stato inaugurato nel dicembre 2008, ed è situato su via Ariana. L'impianto, con capienza di oltre 4.000 spettatori tra seggiolini e posti in piedi, e regolamentare per gare agonistiche, omologato per le più importanti competizioni nazionali, è stato intitolato a Spartaco Bandinelli, pugile veliterno vincitore di una medaglia d'argento alle olimpiadi del 1948. Nel 2009 ha ospitato gli Europei di Box Tailandese, nel 2010 l'incontro Italia-Russia di karate con la presenza della campionessa mondiale femminile 61mwbsy kg, la russa Maria Sobol, e le qualificazioni al campionato europeo di pallavolo maschile Under 21 nelle quali gli azzurrini hanno vinto due gare su tre nel loro girone contro Belgio, Portogallo e Slovenia.

Presente infine la palestra Polivalente che ha assunto la funzione di Palazzetto dello Sport per numerosi anni e che resta un importante polo sportivo in cui si tengono gare di pallavolo e basket. La capienza è di circa mwbsg2 000 spettatori.

Altre società veliterne utilizzano palestre e impianti che hanno uso sia sportivo che didattico essendo parte di istituti superiori di Velletri.

Note

cite-note-altitudine-11. mwbtimwbtmmwbtqVelletri, su mwbtuComuni italiani. mwbtyURL consultato il 27 dicembre 2018.
cite-note-quota-22. mwbtwmwbt0mwbt4Comune di Velletri (RM), su mwbt8comune-italia.it. mwbuaURL consultato il 10 ottobre 2018.
cite-note-statit-33. mwbuymwbucmwbugVelletri, su mwbukStatistiche Italia. mwbuoURL consultato il 28 dicembre 2018.
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-41. mwbu4mwbu8mwbvaPrincipali statistiche demografiche dei comuni, su mwbveIstat. mwbviURL consultato il 28 dicembre 2018.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-55. mwbvgmwbvkmwbvoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbvsdemo.istat.it, mwbvwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-62. mwbwamwbwemwbwiClassificazione sismica (mwbwmmwbwqXLS), su mwbwurischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-73. mwbwkmwbwomwbwsTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbwwmwbw0PDF), in mwbw4citerefmwbw8Leggemwbxa mwbxe26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbxiAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbxm 151. mwbxqURL consultato il 25 aprile 2012 mwbxu(archiviato dall'mwbxyurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-84. mwbxomwbxsmwbxwVelletri, su mwbx0Tuttitalia. mwbx4URL consultato il 4 novembre 2020.
cite-note-99. mwbyi mwbymmwbyqBruno Migliorini mwbyuet al., mwbyymwbycScheda sul lemma "Velletri"mwbyo, in mwbzimwbzmDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwbzqISBNmwbzu 978-88-397-1478-7.mwbzc
cite-note-1010. Armando Ravaglioli, mwbzsI Castelli Romani, in Armando Ravaglioli, mwbzwAlla scoperta del Lazio, Newton Compton Editori 1995.
cite-note-1111. mwb0aDionigi d'Alicarnasso, mwb0emwb0iῬομαική Ἀρχαιολογία, lib. VI v. 42.
cite-note-vedi-1744-1212. Si veda mwb0gBattaglia di Velletri (1744).
cite-note-velletri-1849-1313. Si veda mwb04Battaglia di Velletri (1849).
cite-note-1414. mwb1iCarta Geologica d'Italia, foglio 150 mwb1m(mwb1qRoma), edizione 1967.
cite-note-1515. mwb1g mwb1o«Facies pedogenizzata dei lapilli varicolori.» mwb1s(mwb1wCarta Geologica d'Italia, edizione 1967.)
cite-note-1616. mwb2aCarta Geologica d'Italia, edizione 1967.
cite-note-1717. mwb2q mwb2y«Lave in grandi colate, soprastanti o sottostanti a mwb2clp.» mwb2g(mwb2kCarta Geologica d'Italia, edizione 1967.)
cite-note-1818. mwb20mwb24mwb28Riclassificazione sismica della Regione Lazio (mwb3amwb3ePDF), su mwb3iateservizi.it, p.mwb3m 12. mwb3qURL consultato il 17 marzo 2011 mwb3u(archiviato dall'mwb3yurl originale il 26 febbraio 2007).
cite-note-1919. Anche secondo le categorie sismiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. nº 3274 20 marzo 2003 Velletri era in zona sismica 2. Sono nella stessa zone sismica tutti i mwb3oColli Albani.
cite-note-2020. Ad ogni modo, fuori dai periodi fissati non è consentito usare per più di sei ore giornaliere gli impianti di riscaldamento.
cite-note-215. mwb4emwb4imwb4mI dati della tabella si riferiscono al periodo trentennale 1973-2014, su mwb4qilmeteo.it. mwb4uURL consultato il 23 settembre 2014.
cite-note-2222. mwb4kmwb4omwb4sBelitry..., su mwb4wbelitristory.it. mwb40URL consultato il 20 ottobre 2018.
cite-note-2323. Così appare denominata la città nella mwb5elamina veliterna, fibula bronzea rinvenuta nel 1784 a Velletri.
cite-note-2424. mwb5uM.E.Migliori, mwb5ymwb5cToponimi italiani di origine etrusca, su mwb5gCentro Studi La Runa, 2009. mwb5kURL consultato il 20 ottobre 2018.
cite-note-2525. mwb50Antonio Nibby, mwb54Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - mwb58Velletri, vol. III pp. 439-440, Roma, 1829.
cite-note-2626. Luigi Cardinali, mwb6mDissertazione su un antico sigillo capitolare veliterno, da mwb6qAtti dell'Accademia Romana di Archeologia, tomo II.
cite-note-2727. George Hoefnagle in una veduta di Velletri stampata a mwb6gColonia nel 1599 scrisse come titolo dell'immagine mwb6k"Velitrae vulgo Blitri".
cite-note-2828. mwb60Dionigi di Alicarnasso, mwb64mwb68Antichità romane, III, 41,5.
cite-note-2929. mwb7mSvetonio, mwb7qVita divi Augusti, v. II.
cite-note-3030. Dionigi d'Alicarnasso, mwb7gmwb7kῬομαική Ἀρχαῖη, lib. V v. 41.
cite-note-3131. mwb70Dionigi d'Alicarnasso, mwb74mwb78Ῥομαική Ἀρχαῖη, lib. VI v. 42; mwb8aTito Livio, mwb8emwb8iAb Urbe condita, lib. II. 30.
cite-note-3232. Padre Bonaventura Theuli, mwb8yTheatro Historico di Velletri, p. 34.
cite-note-3333. Tito Livio, mwb8oAb Urbe condita, lib. VI v. 12-13.
cite-note-3434. mwb84mwb88Svetonio,mwb9a mwb9eAugustus, 1.
cite-note-3535. mwb9uBullettino della Commissione archeologica comunale di Roma, Volumi 69-70, L'Erma di Bretschneider, 1941
cite-note-3636. Ceccarini Tiziana, mwb9kMuseo civico di Velletri, Quasar, 1989
cite-note-3737. mwb90Bollettino di archeologia, Volumi 7-8, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1991
cite-note-3838. Emanuele Lucidi, mwb-eMemorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, Roma, Tipografia Salomoni, 1786.
cite-note-3939. Antonio Nibby, mwb-uAnalisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - mwb-yVelletri, p. 457, Roma, 1829.
cite-note-4040. Antonio Nibby, mwb-oAnalisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - mwb-sVelletri, p. 458, Roma, 1829.
cite-note-4141. Oltre a Marino, le truppe pontificie al comando di Vitellio Vitelli rasero al suolo altri tredici castelli dei mwb-8Colonna.
cite-note-4242. Giuseppe Tomassetti, mwb-mLa Campagna Romana antica, medioevale e moderna.
cite-note-4444. Raimondo Del Nero, mwb-0La Valle Latina - Storia di un ambiente, Albano Laziale, 1990; mwb-4Zaccaria Negroni, mwb-8mwcaaMarino sotto le bombe, Marino, 1948.
cite-note-4545. mwcaqmwcaumwcayProposta di legge n° 853 XIV Legislatura, su mwcaclegxiv.camera.it, Camera dei Deputati. mwcagURL consultato il 17 marzo 2011.
cite-note-4646. mwcawmwca0mwca4Proposta di legge n° 853 XIV Legislatura, art. 1 (mwca8mwcbaPDF), su mwcbelegxiv.camera.it, Camera dei deputati, p.mwcbi 5. mwcbmURL consultato il 17 marzo 2011 mwcbq(archiviato dall'mwcbuurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-4747. mwcbkmwcbomwcbsProposta di legge n° 853 XIV Legislatura (mwcbwmwcb0PDF), su mwcb4legxiv.camera.it, Camera dei deputati, p.mwcb8 2. mwccaURL consultato il 17 marzo 2011 mwcce(archiviato dall'mwcciurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-4848. mwccymwcccmwccgProposta di legge n° 853 XIV Legislatura, art. 4 (mwcckmwccoPDF), su mwccslegxiv.camera.it, Camera dei deputati, p.mwccw 6. mwcc0URL consultato il 17 marzo 2011 mwcc4(archiviato dall'mwcc8url originale il 4 marzo 2016).
cite-note-acs-4949. mwcdumwcdymwcdcVelletri, su mwcdgArchivio Centrale dello Stato. mwcdkURL consultato il 1º maggio 2023.
cite-note-506. Blasonatura più sintetica: «Torre in campo rosso, allori in campo d'argento racchiusi nel motto mwcd0Est mihi libertas papalis et imperiali più le quattro sigle S.P.Q.V., il tutto accollato sull'aquila bicipite austriaca ad ali spiegate, con la duplice corona reale imperiale.» mwcd4Descrizione Ufficiale della Commissione Araldica
cite-note-5151. Anche denominata del SS. Nome di Gesù.
cite-note-5252. Anche denominata Sant'Antonio di Vienna.
cite-note-5353. Anche denominata della mwcegMadonna di Costantinopoli.
cite-note-5454. Anche denominata di San Giuseppe.
cite-note-5555. Anche denominata dei Cappuccini.
cite-note-5656. Anche denominata di San Rocco.
cite-note-5757. Secondo Gaetano Moroni, mwcfuDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX, p. 214, il toponimo mwcfyFura sarebbe la corruzione di mwcfcFuria, dal nome di mwcfgFurio Camillo, antico assediatore di mwcfkVelitrae. Una mwcfoporta Furia esiste anche a mwcfsSutri, in mwcfwprovincia di Viterbo, e l'etimologia di quel toponimo è appunto legata al generale romano.
cite-note-5858. Gaetano Moroni, mwcgaDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX, p. 214.
cite-note-5959. mwcgqGaetano Moroni, mwcgumwcgyDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, Vol. XC p. 44.
cite-note-6060. mwcgomwcgsmwcgw mwcg4mwcg8Velletri. S.E. il capo del governo inaugura l'acquedotto del Simbrivio, che darà acqua a 22, su mwchamwcheYouTube. mwchiURL consultato il 21 aprile 2026.
cite-note-6161. mwchymwchcNibby,mwchg p. 449.
cite-note-6262. mwchwmwch0Nibby,mwch4 p. 450.
cite-note-637. mwciiStatistica dello Stato Pontificio - 1827, da Antonio Nibby, mwcimAnalisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, Roma 1829.
cite-note-648. mwcicStatistica dello Stato Pontificio - 1831, da Renato Mammuccari, mwcigVelletri nelle sue stampe, Velletri 1980.
cite-note-659. mwciwStatistica dello Stato Pontificio - 1853, da Gaetano Moroni, mwci0Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 214, Venezia 1850.
cite-note-6610. Dati mwcjeCensimento della popolazione e delle abitazioni mwcjiISTAT 1961, in Gian Luigi Camera, mwcjmVelletri, da mwcjqGrande Dizionario Enciclopedico mwcjuUTET, vol. XII (SPIT-Z), mwcjyTorino, Tipografia Sociale Torinese, 1962.
cite-note-autogenerato1-6711. mwckamwckemwckiPopolazione totale del Comune di Velletri, su mwckmdemo.istat.it, mwckqISTAT. mwckuURL consultato il 17 marzo 2011.
cite-note-6812. mwckkmwckomwcksPopolazione al 1º gennaio 1995, su mwckwdemo.istat.it, ISTAT. mwck0URL consultato il 17 marzo 2011.
cite-note-6913. mwclemwclimwclmCensimento della popolazione e delle abitazioni ISTAT 2001, su mwclqdawinci.istat.it. mwcluURL consultato il 17 marzo 2011.
cite-note-7014. mwclkmwclomwclsPopolazione residente al 1º gennaio 2005, su mwclwdemo.istat.it, ISTAT. mwcl0URL consultato il 19 marzo 2011 mwcl4(archiviato dall'mwcl8url originale il 25 marzo 2012).
cite-note-7115. mwcmmmwcmqmwcmuPopolazione residente al 1º gennaio 2006, su mwcmydemo.istat.it, ISTAT. mwcmcURL consultato il 19 marzo 2011 mwcmg(archiviato dall'mwcmkurl originale l'8 novembre 2009).
cite-note-7216. mwcm0mwcm4mwcm8Popolazione residente al 1º gennaio 2007, su mwcnademo.istat.it, ISTAT. mwcneURL consultato il 19 marzo 2011 mwcni(archiviato dall'mwcnmurl originale il 23 giugno 2013).
cite-note-7373. Dati tratti da: mwcncmwcngmwcnkmwcnomwcnsPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwcnwmwcn0PDF), su mwcn4ebiblio.istat.it, mwcn8ISTAT. mwcoamwcoemwcoimwcomPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwcoqesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-7474. mwcokmwcoomwcosBilancio demografico popolazione straniera e popolazione residente straniera per sesso al 31 dicembre 2022, su mwcowdemo.istat.it.
cite-note-7575. mwcpamwcpemwcpiRete di cultura popolare, su mwcpmreteitalianaculturapopolare.org.
cite-note-7676. mwcpcmwcpgmwcpkPalio Decarcie, su mwcpopaliodecarcie.blogspot.com.
cite-note-7777. mwcp4mwcp8mwcqaAnziani e sanità Accreditate 15 nuove strutture, su mwcqearchiviostorico.corriere.it.
cite-note-7878. mwcqumwcqymwcqcCastelli Notizie – Velletri, INDIGNAZIONE PER LA CHIUSURA DEL SAN RAFFAELE, su mwcqgcastellinotizie.it.
cite-note-sistan-7979. mwcqwmwcq0mwcq4Velletri - L'informazione torna ai cittadini (mwcq8mwcraPDF), su mwcresistan.it, ISTAT-Comune di Velletri. mwcriURL consultato il 19 marzo 2011 mwcrm(archiviato dall'mwcrqurl originale l'11 maggio 2006).
cite-note-8080. R.D. 23 settembre 1872, mwcrgmwcrkmwcroCopia archiviata, su mwcrsmancinelli-falconi.it. mwcrwURL consultato il 7 luglio 2008 mwcr0(archiviato dall'mwcr4url originale il 30 marzo 2007)..
cite-note-8181. Eroe della prima guerra mondiale nativo di Velletri.
cite-note-autogenerato3-8282. mwcsuGaetano Moroni, mwcsyDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, LXXXIX, p.mwcsc 238.
cite-note-8383. Giovanni Lovrovich, Franco Negroni, mwcssLo vedi ecco Marino, Marino, Tipografia Santa Lucia, 1984.
cite-note-8484. mwcs8mwctamwcteMuseo geopaleontologico, su mwctivelletrimusei.it. mwctmURL consultato il 1º agosto 2024.
cite-note-8585. mwctcmwctgmwctkCasa Museo Ugo Tognazzi, su mwctovisitcastelliromani.it. mwctsURL consultato il 1º agosto 2024.
cite-note-8686. mwct8mwcuamwcueMuseo Luigi Magni e Lucia Mirisola, su mwcuifondmagnimirisola.blogspot.com. mwcumURL consultato il 1º agosto 2024.
cite-note-8787. mwcucmwcugmwcukEcomuseo della terra amena – Velletri Museo Diffuso, su mwcuoMusei. mwcusURL consultato il 17 novembre 2025.
cite-note-8888. mwcu8mwcvamwcveCastelli notizie, su mwcvicastellinotizie.it.
cite-note-8989. mwcvyDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 243.
cite-note-9090. mwcvoAnna Grazia Petaccia (a cura di), mwcvsmwcvwInventario dell'archivio della banda musicale del Comune di Velletri, su mwcv0archivicomunali.lazio.beniculturali.it. mwcv4URL consultato il 21 aprile 2026.
cite-note-9191. mwcwimwcwmmwcwqCopia archiviata, su mwcwufestivaldeicastelli.it. mwcwyURL consultato il 27 dicembre 2017 mwcwc(archiviato dall'mwcwgurl originale il 28 dicembre 2017).
cite-note-9292. mwcwwFederico Boldrin, mwcw0mwcw4I carciofi alla matticella di Velletri: tra storia culinaria e benefici salutari, in mwcw8CastelliRomani.news, 2 maggio 2024.
cite-note-9393. Gaetano Moroni, mwcxmDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 413.
cite-note-autogenerato2-9494. Gaetano Moroni, mwcxsDizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 253.
cite-note-aci-9595. mwcx8mwcyaAtlante cartografico dell'artigianato, vol.mwcye 2, Roma, A.C.I., 1985, p.mwcyi 19.
cite-note-9696. mwcyymwcycmwcygInaugurato a Velletri il nuovo mercato (mwcykmwcyoPDF), su mwcyscronachecittadine.it, Cronache cittadine, 11 maggio 2003. mwcywURL consultato il 19 marzo 2011 mwcy0(archiviato dall'mwcy4url originale il 24 gennaio 2005).
cite-note-9797. La cui gestione dal 2001 è stata in effetti devoluta alla provincia di Roma dall'mwcziANAS.
cite-note-9898. mwczymwczcmwczgElenco e link delle città gemellate con il Comune di Velletri, su mwczkComune.velletri.rm.it. mwczoURL consultato il 19 marzo 2011 mwczs(archiviato dall'mwczwurl originale il 6 ottobre 2013).
cite-note-atl-9999. mwcaqmwcaumwcayLa società sul sito della Fidal (funzione cerca sulla mappa), su mwcacfidal.it.
cite-note-fip-it-100100. mwca0mwca4mwca8Il campionato regionale sul sito della FIP, su mwcbafip.it.
cite-note-101101. mwcbqmwcbumwcbyIl campionato sul sito Federvolley Comitato regionale Lazio, su mwcbcfipavonline.it.
cite-note-102102. mwcbsRoberto Levi, mwcbwmwcb0Vigor Velletri, maestro nella promozione, ma fatica ad ampliare il vivaio, su mwcb4www.fitet.org. mwcb8URL consultato il 22 settembre 2024.

Bibliografia

• citerefnibbyAntonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma - Velletri, vol. 3.
• mwccqGiovanni Battista Iachini, mwccumwccyPoesie in dialetto velletrano, Edizioni Scorpius, Velletri 1884.
• Antonio Venditti, mwccgVelester, Velitrae, Velletri: Storia di una città millenaria, Editrici Vela
• Ferdando De Mei, mwccoLa meravigliosa storia di Velletri
• Marcello di Falco, mwccwVelletri storia di una città Ferrigna e piantagrane
• Renato Mammuccari, mwcc4Velletri e le sue stampe, Velletri, Edizioni mwcc8"Tra 8 & 9", 1980.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Velletri»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Velletri
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Velletri

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.velletri.rm.it.
• citerefsapere-itVellétri, su sapere.it, De Agostini.
• mwcdyScheda di Velletri su Comuni-Italiani.it, su comuni-italiani.it.
• mwcdgInformazioni su Velletri e tutta la provincia di Roma, su intornoaroma.it. URL consultato il 28 giugno 2009 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2009).